Totò vola a quota 197 e Baggio è nel mirino: «Penso solo al Cesena»

UDINE. Due tiri, due gol. Passano le stagioni, cambiano gli allenatori e i suoi compagni di reparto, ma l’uomo che decide le sorti dell’Udinese è sempre lui: Totò Di Natale. Andrea Stramaccioni se lo tiene ben stretto e applaude allo spirito di sacrificio del suo numero 10 che fino a ieri mattina sembrava destinato alla tribuna.
Il capitano, quando è andato a fare colazione, avvertiva ancora dolore alla schiena dopo la ginocchiata del laziale Cana e non sembrava nemmeno intenzionato a fare un test per verificare le proprie condizioni. Poi, Strama ha insistito e lui ha detto: ok, ci provo.
«Ha stretto i denti, è stato bravissimo», ha confessato a fine gara Stramaccioni. E nei 70’ in cui è rimasto in campo è riuscito a issarsi nuovamente in cima alla classifica cannonieri assieme a Tevez, Osvaldo e Cassano.
Totò nei primi minuti ha fatto fatica a rompere il fiato. In tutta la settimana aveva messo un solo allenamento vero nelle gambe, quello di martedì, anche perchè con la Lazio era stato stabilito che non avrebbe giocato più di 25’. Con lo scorrere della gara si è sciolto e quando Badu gli ha fatto piovere davanti alla porta il pallone lui ha caricato il destro e non ha sbagliato.
Prima del riposo il bis, sempre di destro, con una girata a fil di palo. Numeri alla mano sono il terzo e il quarto gol in campionato, aggiungendoci il poker di Coppa Italia con la Ternana siamo a quota otto. In totale sono 197 in serie A, quota 200 si avvicina sempre più, Roby Baggio lassù a 205 non è poi così lontano.
«Non penso a quel traguardo, nella mia testa c’è solo la gara di domenica prossima con il Cesena», assicura a fine gara Di Natale. Se Stramaccioni fa il pompiere lui lo segue a ruota. «Una buona partita una buona vittoria, soffriamo il giusto, ma ci sta. In campo ci sono anche gli avversarie e il Parma è una grande squadra».
Dodici punti in classifica dopo cinque giornate non li avrebbe pronosticati neanche il più ottimista dei tifosi. «Ma io la classifica nemmeno la guardo», replica Totò, smanioso di correre a casa per festeggiare la doppietta assieme a moglie e figli. Insomma, meglio volare bassi e applaudire i compagni: «Li devo ringraziare per il grande lavoro che fanno e perchè mi mettono nelle condizioni di fare gol. L’importante è restare compatti, se ci riusciamo possiamo fare male a chiunque».
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