Storgato ricorda "quella volta che facemmo perdere lo scudetto alla Roma"

UDINE. É successo 28 anni fa. L’Udinese, con un piede e mezzo in serie B, fece perdere lo scudetto alla Roma. Era il 29 marzo 1987, si giocava al Friuli e la Lupa allenata da Eriksson si era resa protagonista di un’incredibile rimonta sulla Juve di Trapattoni. E pensare che al Friuli i giallorossi erano andati in vantaggio quasi subito con un gol di sebino Nela. Poi nella ripresa il pari friulano di Graziani e la rete decisiva nel finale di Massimo Storgato che quella partita se la ricorda bene. «Segnai uno dei gol più belli della stagione. Oggi lo farebbero rivedere in tutte le salse, allora no. Ma erano altri tempi».
La Roma si mangiò lo scudetto alla penultima giornata perdendo con il Lecce, in realtà una bella fetta di tricolore la perse proprio al Friuli, vero?
«Altrochè. Noi eravamo con un piede e mezzo in serie B, i 9 punti di penalizzazione si rivelarono un fardello troppo pesante. Senza quell’handicap avremmo lottato per un posto in Uefa. A metà ritorno eravamo arrivati vicini alla terz’ultima perdemmo in casa 6-1 con l’Avellino e crollammo mentalmente».
Domenica sera c’è Roma-Udinese: da una parte c’è chi ha l’obbligo di conquistare la Champions, dall’altra chi gioca solo per l’onore.
«In queste partite la differenza la fanno le motivazioni e oggi il secondo posto per la Roma è quasi vitale in termini di introiti e programmazione. L’Udinese può giocare con la testa libera».
Storgato, l’Udinese di allora acquistò giocatori a fine carriera come Graziani, Bertoni e Collovati, oggi punta sui giovani...
«Quella f una stagione particolare. Per tentare il miracolo Pozzo si affidò a gente che gli dava delle garanzie, ma in realtà già allora il progetto che si andava delineando era chiaro. La programmazione è la linfa di questa società».

Che ricordi ha di Udine?
«Splendidi. Ci sono stato per quattro anni e dopo la promozione dell’89 non so ancora perchè Pozzo decise di non rinnovarmi il contratto».
Magari un giorno glielo chiederà...
«Mi piacerebbe venire per l’inaugurazione del nuvo stadio Friuli. lancio un’idea: un triangolare o un quadrangolare con tutti i giocatori di tret’anni di gestione Pozzo: non male, vero?».
Il simbolo dell’Udinese si chiama Di Natale. Un parere su Totò?
«Concordo appieno sulla scelta di resta a vita a Udine. Lui è un talento purissimo che parla sul campo più che fuori dal terreno di gioco e i fatti gli hanno dato ragione. E poi essere il numero uno in Firuli non è mica poco: da voi si vive alla grande».
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