Sentite Cassano, si offre l’Udinese non ci pensa

UDINE. Antonio Cassano, artista del pallone e delle sceneggiate (anche poco edificanti), sogna un ritorno in serie A da protagonista. All’Udinese. Non è uno scherzo. È una confessione del giocatore barese registrata dal Secolo XIX, il giornale di Genova, la sua città d’adozione, la città della moglie Carolina, dove ha giocato fino allo scorso autunno con la maglia della Samp, salvo poi essere messo in disparte su ordine dal presidente Ferrero, fino alla rescissione del contratto. Ora è senza squadra, ma non si sente ancora un ex giocatore, vuole ritornare a essere protagonista sul palcoscenico della massima serie.
L’intervista. È lunga, articolata, anche perché a Genova Fantantonio è ancora un personaggio. Che non parlava da tempo, viste le delusioni sul fronte blucerchiato. «Sono molto ottimista e sicuro al 100 per cento che tornerò – ha spiegato il giocatore di Bari vecchia parlando le proprio futuro agonistico –. Dove... sto valutando. Ho un po’ di situazioni in ballo in Italia. All’estero no. Il Verona? Verona in serie A mi intriga molto. Come il Bologna o l’Udinese. L’importante è che sia in A, voglio dimostrare a tutti che posso ancora fare la differenza». Cassano fa una sola apertura quando si parla della serie cadetta e per motivi geografici, visto che si tratta dell’Entella, la squadra di Chiavari, cittadina alle porte di Genova. «Ecco, l’unica eccezione per la B. Ho un rapporto di grande stima, amicizia e affetto con il presidente Gozzi – ha spiegato l’ex giocatore della Sampdoria –. Mi ha fatto proposte molto importanti per il presente e per il futuro. Portare l’Entella in A sarebbe l’unico miracolo che posso ancora compiere per chiudere il cerchio della mia carriera».
Perché Udine? E visto che lo stesso Cassano parla di cerchi, di fili invisibili capaci di dettare le condizioni ideali per terminare in bellezza una carriera vissuta tra alti e bassi, bisogna cercare di capire per quale motivo Fantantonio ha citato anche l’Udinese tra le piazze che potrebbero dargli delle motivazioni particolari. Chi lo conosce bene garantisce che il barese si lega e non dimentica gli allenatori che hanno saputo valorizzarlo nel corso degli anni. Così se Fabio Capello resta l’incubo della sua avventura a Madrid (sponda Real), fatta di tante calorie ingurgitate più che di minuti giocati, Delneri è un tecnico che ha sempre cercato di esaltare le qualità di Cassano. Nella Roma, durante la stagione 2004-2005, l’unica di Gigi da Aquileia sulla panchina giallorossa, ma soprattutto nella Sampdoria, nel 2009-2010, quando i blucerchiati centrarono il quarto posto che valeva la Champions. Il regalo di Delneri ai doriani prima di tentare l’avventura alla Juventus, dove non finì altrettanto bene. L’anno successivo, era il 2012, Gigi intervistato su Cassano pronunciò parole di miele: «Antonio è un bravo ragazzo, siamo diventati amici, lo sento spesso al telefono. Per me lui vale Messi. Nei 16 metri se vuole è devastante, eccezionale».
Le prospettive. Inutile dire che l’inattesa apertura di Fantantonio all’Udinese ieri ha scatenato i tifosi bianconeri sul social network. Nonostante abbia 34 anni suonati (saranno 35 il prossimo 12 luglio), non tutti hanno bocciato l’ipotesi. Nessuna apertura ufficiale, invece, dall’Udinese. Solo sussurri che escludono anche la minima trattativa in passato, a gennaio, per esempio, quando Cassano era già in odor di rescissione di contratto con la Sampdoria.
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