«Questa Udinese è imprevedibile ma avrà un futuro»
Marino fa il punto della situazione in casa friulana «Atalanta sottotono? Il merito è stato dei bianconeri»

UDINE 16 LUGLIO 1999. PRESENTAZIONE UDINESE CAMPIONATO 1999/2000 AI TIFOSI. TELEFOTO AGENCY ANTEPRIMA
UDINE. Udinese-Atalanta è la sua partita. Assieme al Napoli e all’Avellino sono le squadre nelle quali ha costruito la sua brillante carriera di dirigente nel mondo del pallone. Pierpaolo Marino ha visto in tv la sfida di domenica tra bianconeri e nerazzurri: «L’Udinese è una squadra pazza, imprevedibile e il fatto che fin qui abbia o vinto o perso lo certifica. Deve ancora trovare una sua precisa identità, credo che abbia notevoli margini di miglioramento».
Direttore, il calcio è strano. Una settimana fa Delneri sembrava agli sgoccioli della sua avventura con l’Udinese, oggi siamo a celebrare due vittorie di fila.
«Quella con la Juve è stata una gara strana. Il primo tempo è stato buono, poi quando la partita sembrava mettersi in discesa sono arrivati quei due gol su palla inattiva. I successi con Sassuolo e Atalanta testimoniano che i giocatori hanno avuto una reazione. Poi bisogna aggiungere che l’Udinese è alla ricerca di un suo equilibrio di squadra, di una sua identità».
La reazione dice anche che la squadra è dalla parte del tecnico.
«Assolutamente sì. Con l’Atalanta si è vista una squadra intensa, aggressiva, generosa, tutte caratteristiche che non mette in campo una squadra che non ha voglia di soffrire».
Barak ha segnato due gol che sono valsi sei punti. Le piace il ceco?
«Molto. Come tipologia di giocatore mi ricorda il laziale Milinkovic Savic. Mi è piaciuto anche De Paul quando è stato tolto dalla fascia ed era più libero di esprimersi».
I numeri dicono che l’Udinese, pur non avendo un goleador, segna abbastanza, ma ha subito troppi gol.
«Delneri è un tecnico che ha sempre dato una buona organizzazione difensiva alle sue squadre. Tenete conto che Danilo è stato fuori per infortunio e che contemporaneamente non ha avuto a disposizione Widmer e Larsen. Io credo che Delneri non sia un problema, anzi. Secondo me la squadra riconosce in lui il suo capobranco».
Che impressione le ha fatto l’Atalanta?
«Non ha disputato la sua solita gara. Dopo il contropiede Fofana-De Paul, si è fermata come se avesse preso paura. Da quel momento è cominciata una nuova partita. Gasperini ha criticato i suoi calciatori, ma credo che ci siano anche i meriti dell’Udinese nella prestazione dell’Atalanta: i bianconeri hanno sempre fatto grande densità nella zona della palla. No, l’Europa non è una distrazione. Vi ricordo che dopo la gara di Coppa l’Atalanta ha pareggiato con la Juve».
In casa bianconera c’è un giocatore, Fofana, in difficoltà. Delneri ne ha preso le difese in maniera molto energica.
«Credo sia abbastanza normale avere dei problemi dopo un infortunio come quello occorso a Fofana. Ricordo che quando al Napoli acquistammo Giordano, reduce dalla frattura di tibia e perone, il giocatore aveva paura di farsi male. Ci volle un po’ di tempo perché superasse questo blocco psicologico. Fofana va aspettato perché ha dimostrato quello che è in grado di dare».
E Maxi Lopez? Lo considera utile al progetto tattico?
«Sì, questo al di là del numero di gol che può segnare. Anche nell’Atalanta gioca Petagna che segna poco ma che nello scacchiere di Gasperini è molto utile. Lo stesso discorso vale per Maxi Lopez nell’Udinese».
Perica è al terzo anno a Udine ma non riesce ancora a decollare.
«Io lo considero un giocatore con delle qualità impressionanti, però gli manca un po’ di cattiveria sottoporta».
E Lasagna? É partito bene e adesso è finito in panchina...
«Si tratta di un giocatore dotato di una grande velocità da sfruttare negli spazi. É in quelle situazioni che si esalta. Diamogli comunque anche il tempo di calarsi completamente nella nuova realtà».
Un giocatore poco nominato che le piace?
«Nuytinck. Non ha fatto toccare palla a Petagna».
L’Udinese ha vinto le quattro partite in cui era titolare Behrami. Un caso?
«Mi limito a dire che lui è uno di quei calciatori che riempie la squadra con la sua capacità di dettare i tempi del pressing e di recuperare palla».
Al tirar delle somme Marino quale può essere l’obiettivo stagionale dell’Udinese?
«La squadra non è inferiore a Chievo e Bologna le squadre che le stanno immediatamente davanti. Quello che però credo sia importante è che ci sia una base importante per il futuro: con una punta veloce, un regista e un esterno di difesa questa squadra potrà competere per la zona Europa».
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