Professionisti e dilettanti: tutto lo sport si ferma

Il presidente del Fvg Fedriga ha deciso la sospensione di manifestazioni ed eventi fino al 1º marzo. Udinese-Fiorentina non si potrà giocare neanche a porte chiuse. Summit in Federcalcio per la A 
Lo stadio Giuseppe Meazza San Siro di Milano deserto
Lo stadio Giuseppe Meazza San Siro di Milano deserto

UDINE. Il calcio si interroga sull’allarme coronavirus. Al termine di una domenica dai contorni surreali in cui si sono disputate solo due delle sei partite in programma in serie A, i vertici del pallone oggi dovranno decidere se interrompere le attività sportive o se optare per la soluzione a porte chiuse.

Il presidente della regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha già emesso un’ordinanza nella quale ha deciso per la sospensione fino al 1º marzo compreso di manifestazioni ed eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato.

Udinese-Fiorentina, gara valida per la 26ª giornata del campionato di serie A e fissata per sabato 29 febbraio alle ore 18 allo stadio Friuli, quindi non si disputerà nemmeno a porte chiuse. Stop quindi a tutte le altre discipline, professionistiche e non come confermano i vertici della Regione. L’Udinese, contattata telefonicamente ieri fino a tarda serata, non ha fatto sapere la propria posizione.

Sabato scorso, dopo le decisioni del Consiglio dei ministri, Lombardia e Veneto e poi Piemonte ed Emilia Romagna hanno sospeso tutte le manifestazioni sportive: e si è fermata anche la serie A. Rinviate a data da destinarsi quattro partite: Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari e anche Torino-Parma più altre partite in serie C.

Ora i vertici dello sport italiano e della Figc dovranno decidere su come regolarsi nell’immediato futuro, ovvero se scegliere la strada del rinvio di tutte le gare o se optare per la soluzione a porte chiuse o in campo neutro. Un problema di non poco conto considerando quanto sia fitto il calendario di tutte le manifestazioni.

Un caso limite, ma comunque eloquente, in questo senso è quello dell’Inter. Il primo mercoledì libero dei nerazzurri per recuperare la gara rinviata ieri con la Sampdoria (se dovessero proseguire il loro cammino in Europa League e Coppa Italia) sarebbe quello di mercoledì 20 maggio, ovvero tre giorni prima dell’ultima di campionato.

Tralasciando l’aspetto in questo momento secondario – ovvero la regolarità del torneo –, diventa davvero problematico trovare una soluzione che accontenti tutti e che poi permetta di chiudere tutte le competizioni entro domenica 24 maggio visto che poi le varie nazionali dovranno prepararsi per l’Europeo.

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora è in continuo contatto con il numero uno del Coni, Giovanni Malagò ed il presidente della Figc, Gabriele Gravina. Il presidente della Federcalcio ha convocato per lunedì 24 in via Allegri una task force dei medici della federazione per analizzare la situazione dell’emergenza Coronavirus e dare indicazioni precise sull’attività delle squadre nazionali (al momento sono stati rinviati gli stage delle nazionali Under 19 maschile e femminile), poi ci sarà l’attesa riunione del Consiglio federale (al quale è prevista la presenza di un rappresentante del ministero dello sport) che dovrà prendere in considerazione tutte le possibili soluzioni ed adottare provvedimenti.

Martedì 25 sono in programma il consiglio nazionale e la giunta del Coni dove è prevista la presenza proprio di Spadafora. «Credo che in questo momento il mondo dello sport non debba andare per conto proprio. Deve essere allineato con le disposizioni delle autorità preposte, in primis il Governo», le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò che ha sottolineato come l’interesse primario «è la salute».

Quanto all’ipotesi di giocare le partite a porte chiuse Malagò sostiene che «è stata presa in considerazione dal Governo. Però ci sono due problemi: da un lato i biglietti già venduti con società che si dovrebbero far carico dell’aspetto economico, dall’altro se si decide nel giro di poche ore di giocare a porte chiuse potrebbe esserci un problema di ordine pubblico. Si naviga a vista. L’obiettivo naturalmente è di ripartire al più presto».

Il ministro dello Sport Spadafora ha insistito che «ora più che mai abbiamo il dovere di essere prudenti e responsabili. È necessario agire in maniera seria e determinata senza alcun allarmismo ma evitando ogni situazione di rischio». —


 

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