Pozzo e fisco, per i giudici non ci fu diffamazione: gli articoli sono corretti

UDINE. La Corte d’appello di Trieste, sezione civile, ha confermato in ogni sua parte la sentenza con cui il tribunale di Udine, il 3 ottobre 2018, aveva rigettato la domanda risarcitoria avanzata da Giampaolo Pozzo, Giuliana Linda Pozzo e Udinese Calcio spa nei confronti di Gedi news network spa, per una serie di articoli pubblicati dal “Messaggero Veneto” tra agosto 2016 e marzo 2017 sulle vicende giudiziarie della società bianconera e della famiglia che la controlla.
Gli articoli avevano per oggetto l’inchiesta per evasione fiscale sui bilanci dell’Udinese coordinata dalla Procura di Udine e condotta dalla Guardia di finanza, che il giornale aveva titolato “La Finanza ai Pozzo: dovete pagare le tasse”, e che si è conclusa con il patteggiamento della pena (per il solo Pozzo) e la definizione del procedimento tributario con l’Agenzia delle entrate. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato infondati i motivi proposti dai ricorrenti, che nel procedimento erano assistiti dall’avvocato Gabriele Cianci, escludendo esservi stata divulgazione di notizie coperte da segreto e diffamazione a mezzo stampa.
La difesa, con gli avvocati Piero Fornasaro (per Gedi), Roberto Mete (per il direttore responsabile del giornale) e Massimiliano Sinacori (per la giornalista autrice degli articoli), aveva sottolineato trattarsi di atti giudiziari già noti alle parti, riferiti con fedeltà e garantendo a tutti possibilità di replica. Argomenti, questi, ribaditi nella sentenza depositata l’altro giorno. «A ciò si aggiunga – scrive la presidente del collegio, Patrizia Puccini – che il Mv ha pubblicato la prosecuzione della vicenda giudiziaria in corretto assolvimento del suo obbligo di fare informazione e dato spazio anche alle voci della difesa dei soggetti protagonisti». Da qui, la decisione di rigettare l’appello e condannare gli appellanti a rifondere in solido tra loro le spese di giudizio in favore di ciascuna delle parti costituite.
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