Pozzo annuncia: "Dopo 30 anni vado in pensione. Lascio l'Udinese in buone mani"

UDINE. Gianpaolo Pozzo, in occasione del tradizionale scambio di auguri con i rappresentanti della stampa e con le autorità, ha voluto tranquillizzare la tifoseria bianconera: la sua famiglia e lui non intendono mollare dopo trent’anni di gestione del club bianconero.
«Ora mi reputo il primo tifoso dell’Udinese - ha affermato -, la parte tecnica e quella commerciale è seguita dai miei figli (Gino e Magda, ndr) che hanno anche più tempo di quello che ho avuto io da dedicare alle vicende del club, ma vi posso assicurare che la società è ambiziosa, nell’immediato futuro vogliamo toglierci ancora soddisfazioni.
Sono il primo tifoso, lo ribadisco, mi piace sognare la conquista di un grande traguardo». Inoltre «è nostra intenzione blindare a media scadenza Luigi Delneri che si sta rivelando l’uomo giusto per il riscatto della nostra squadra, ma non è che ci eravamo dimenticati di lui, trent’anni fa, quando presi in mano l’Udinese, lui iniziò l’avventura di tecnico alla guida del Pro Gorizia di cui era presidente mio fratello Giancarlo.
Ora è all’Udinese e non intendiamo rinunciarvi anche perchè, oltre ad essere ottimo allenatore, è un friulano che ci mette oltre alla professionalità anche il cuore».
Pozzo ha aggiunto: «con l’Udinese ho sofferto, ma anche gioito parecchio e il mio sogno, quello del tifoso, è vincere qualcosa di molto importante».
«Ho vissuto 30 anni di Udinese. Sono passati con una velocità incredibile. I momenti sono sempre stati abbastanza difficili ma allo stesso tempo belli. Mi sono divertito. La società continua, è in buone mani, nelle mani dei figli che hanno più passione del padre. È una società ambiziosa, che ha ancora programmi e tante tappe da raggiungere. Io - ha concluso - sono andato in pensione.»
Uno dei progetti ambiziosi della famiglia Pozzo è rappresentato dal nuovo stadio (inaugurato undici mesi fa) che sarà oggetto di ulteriori studi e migliorie: «Un progetto che dovrà ispirare altre società di A».
Infine si è soffermato su Totò Di Natale per rispondere a chi gli ha chiesto il perchè l’ex capitano non è rimasto in società: «Bisogna che ci sia anche la sua volontà.Evidentemente non ha la vocazione a fare il dirigente o l’allenatore..».
Sta di fatto che nessuno dei capitani storici degli ultimi trent’anni ha continuato a collaborare con l’Udinese, unica eccezione Carnevale che però mai ha indossato la fascia. «È solamente un caso», ha risposto Pozzo.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








