Powell positivo: la bufera doping su Lignano

Nelle reti dell’antidoping anche Nesta Carter e Sheron Simpson che con Asafa si allenano in Friuli
Di Roberto Calvetti
epa02803534 Asafa Powell, from Jamaica, celebrates after the men's 100m race, at the Athletissima IAAF Diamond League international athletics meeting in the Stade Olympique de la Pontaise in Lausanne, Switzerland, 30 June 2011. EPA/DOMINIC FAVRE
epa02803534 Asafa Powell, from Jamaica, celebrates after the men's 100m race, at the Athletissima IAAF Diamond League international athletics meeting in the Stade Olympique de la Pontaise in Lausanne, Switzerland, 30 June 2011. EPA/DOMINIC FAVRE

UDINE. Asafa Powell e altri quattro giamaicani positivi in occasione dei campionati nazionali: il terremoto che sta sconvolgendo l’atletica mondiale (“pizzicato” anche l’americano Tyson Gay in un controllo a maggio) si abbatte su Lignano a due giorni dal meeting Sport Solidarietà in programma domani sera allo stadio Teghil. Non soltanto Powell, che insieme con Shelley Ann Fraser è testimonial del meeting friulano, è caduto nelle maglie dell’antidoping, tra i cinque giamaicani positivi ci sono, infatti, anche Nesta Carter e la “pantera” Sheron Simpson, medaglia d’oro ad Atene e argento a Londra nella staffetta 4 per 100, che fanno parte della colonia caraibica che da anni ha la sua base europea a Lignano. Simpson ha confermato la notizia con un comunicato, in cui ammette che «questo è un momento molto difficile per me». La 28enne vicecampionessa olimpica dei 100 a Pechino ha precisato in un comunicato di essere «risultata positiva per uno stimolante, l’oxilofrine». Uno stimolante ha messo nei guai anche Powell, che è a Lignano, all’albergo “Fra i Pini”. L’ex primastista dei 100 ha parlato con una nota nella quale fa sapere di essere «totalmente devastato». E aggiunge «la mia colpa non è stata di aver fatto ricorsi a trucchi, ma di non essere stato abbastanza vigile».

Chi ci è rimasto davvero male è Sergio Dannisi, patron di Sport Solidarietà che si è ritrovato questa patata bollente a poche ore dal meeting e dalla cena di solidarietà, che questa sera in un ristorante di Riviera avrebbe dovuto avere proprio i giamaicani come ospiti principali. «Sono esterefatto» si è limitato a dire.

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