«Per i supporters violenti i pro chiedono il Daspo»

UDINE. Lo spettatore che a Conegliano l’altro giorno getta una bici sul percorso poco prima del passaggio della testa del gruppo (44enne tunisino è stato identificato e sarà espulso dall’Italia); quello che fa cadere Miguel Angel Lopez sabato nella tappa del Monte Avena e poi viene schiaffeggiato dal corridore; quello che, poco prima, spinge a lungo Roglic che poi viene penalizzato di 10”. E vi ricordate, al Giro 2014 lo spettatore misterioso” che affianca Manuel Bongiorno in fuga e lo costringe a mettere il piede a terra, oppure quelli che invadono la strada e fanno cadere Nibali nella tappa dell’Alpe d’Huez al Tour 2018? Ecco, i corridori professionisti non ci stanno più. La misura è colma e chiedono interventi “stile” calcio, in primis il Daspo per i più esagitati. «Nel romanzo del ciclismo il pubblico è un elemento della trama, se prende il ruolo del protagonista, si rovina tutta la storia. Non possiamo permetterlo»: spiega Cristian Salvato, presidente dell’Associazione Professionisti Italiani da anni promuove la campagna #TifatecieRispettateci: «Il pubblico del ciclismo è stupendo e un esempio per altri sport ma per chi sbaglia chiediamo il Daspo». Già applicato alla Sanremo per il gruppetto che lanciò i fumogeni sul capo Berta.

A.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto