L'Udinese non si ferma e rivede la zona Uefa
Battuta anche la Sampdoria grazie a un rigore di Iaquinta
Dai che ci siamo. No, non parliamo di salvezza. Quella aritmetica non è ancora stata raggiunta, ma è una semplice formalità dall'alto dei 42 punti in classifica. Parliamo di continuità, di una striscia positiva di tre partite (sette punti in saccoccia), di una difesa finalmente a tenuta stagna. È questa la dote che porta la vittoria con la Sampdoria, una vittoria che rilancia - complice l'inchiodata della Fiorentina a Parma - l'Udinese nella rincorsa alla zona Uefa. I viola sono a due lunghezze e la prossima giornata devono andare a rendere visita alla Lazio. Naturale, di conseguenza, varare l'operazione sorpasso, anche se bisogna sottolineare che: A) La Fiorentina ha avuto per tutta la stagione un ritmo decisamente più sostenuto rispetto all'Udinese, visto che è partita da “meno 15”. B) La prossima avversaria si chiama Reggina, che deve salvarsi e che, sempre per colpa delle penalizzazioni, ha dovuto fare i conti con un “meno 11”. Insomma, meglio non farsi troppe illusioni, anche perchè per agganciare l'Europa resta realisticamente una sola piazza, la settima, quella regalata dalla finalissima di Coppa Italia, che sarà tra Inter e Roma, cioè due squadre già qualificate per la Champions. Così, per regolamento, verrà iscritto il club che si siederà a fine stagione sul settimo gradino della classifica. Il sesto e il quinto sono troppo lontani (a quota 49), occupati da Palermo ed Empoli, anche se bisogna sottolineare che i siciliani non viaggiano più ai ritmi di inizio stagione. Ma sì, facciamo i Malisana: lui avrebbe detto che è meglio guardare prima in casa propria. E allora facciamolo. Ieri l'Udinese ha giocato con il solito modulo, un 3-5-2 con gli esterni di centrocampo pronti a rientrare sulla linea dei difensori, a turno.
Così per la prima ora di gioco si è visto soprattutto Motta in fase di spinta (buona la prova dell'ex atalantino), mentre il finale di gara ci ha regalato alcune puntate di Dossena nella metà campo. Per il resto buono l'assortimento della difesa, con Natali a fare da schermo nei duelli aerei, Zapotocny pronto a ripartire (anche se senza la consueta precisione) e Zapata marcatore modello attack su Quagliarella. A metà campo? L'assenza di Obodo - di cui riferiamo dettagliatamente nella prossima pagina, se ne starà fuori a lungo per colpo di un infortunio al ginocchio - ha dato il via libera a D'Agostino in cabina di regia, con Pinzi e l'applaudito Muntari ai lati. Sì, l'applaudito Muntari. Al ghanese, dopo le vagonate di critiche ricevute nelle scorse settimane, bisogna dare atto che stavolta ha giocato da splendido professionista, senza eccedere in personalismi e isterismi agonistici. Continui così fino al termine: potrà salutare l'Italia felice, magari con un'altra qualificazione Uefa nel curriculum. Perchè adesso l'Udinese ha un gioco e degli attaccanti degni di un posto in Europa. Di Natale non ha segnato per il quinto turno di fila soltanto per colpa di un palo (prima di uscire per tirare un po' il fiato e prepararsi già per il caldo pomeriggio che vivrà domenica a Reggio Calabria), ma sarebbe stata soltanto l'ennesima soddisfazione personale, visto che Iaquinta l'aveva preceduto realizzando un rigore. Inesistente, dicono i sampdoriani. Generoso si può ribattere. Ma - come succede nella boxe - avrebbe dovuto vincere comunque ai punti. Meritatamente.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto
Leggi anche
Video








