L’Udinese esce alla distanza e batte i sauditi
Vittoria nell’ultimo test prima dell’esordio ufficiale contro i sauditi dell’Al Rayyan, avanti con una perla di Al Rawi, poi la rimonta con Beto e Thauvin, oltre a due pali

UDINE. Sono sauditi, quelli dell’Al Rayyan, arrivati allo stadio Friuli per tastare il polso all’Udinese prima dell’esordio ufficiale in Coppa Italia, il prossimo venerdì, ma per più di mezz’ora hanno fatto la figura degli incantatori di serpenti indiani, quelli con il “pungi” tra le labbra, a mo’ di piffero, mentre dalla cesta spunta la testa del rettile, che sibila ma non colpisce, rintronato dalla musica.
E che musica: quella di una punizione da 25 metri di Al Rawi che bacia il palo alla destra di Silvestri e poi carambola beffarda nel sacco bianconero per stupire quel migliaio di tifosi che ha “aperto” il Friuli per la stagione 2023-’24.
L’episodio al minuto numero 22 dopo tanta Udinese, errori compresi.
Come quello di Beto dopo appena 6’, quando Thauvin si beve la difesa per regalargli il più facile dei gol. Sbagliato. O al 18’, quando un traversone con l contagiri di Ebosele finisce sulla testa dello stesso portoghese che salta per insaccare, ma nel farlo si appoggia sulle spalle di un difensore. Annullato.
Così l’Udinese si ritrova sotto vittima dei propri sprechi più che delle manchevolezze tattiche. Andrea Sottil non si schioda dal tradizionale 3-5-2 anche nella prima vera prova senza Samardzic, il promesso sposo dell’Inter.
Due esterni a tutta fascia, Ebosele e Kamara(il giorno e la notte in termini di rendimento), difesa a tre confermatissima con Perez, Bijol e Masina a protezione della porta presidiata da Silvestri; centrocampo retto da Walace con Lovric sul fianco sinistro e Zarraga a destra al posto di Samardzic per un’interpretazione non esattamente convincente. Ci sta, in definitiva è qui da appena un mese. Va rivisto.
A proposito di rivisitazioni, Thauvin è decisamente più in palla rispetto a quello della scorsa stagione. Sottil gli chiede di svariare, di retrocedere a centrocampo per impostare, oltre che di “girare attorno” a Beto quando recita da trequartista.
Morale della favola, così il francese – che pare più arzillo anche sotto il profilo fisico – produce assist e segna.
Succede infatti che al 34’ pesca la testa del numero 9 per il gol del pareggio e dopo una decina di minuti ci riprova, senza trovare pronto il portoghese. Beto è croce e delizia in casa Udinese.
Si va così all’intervallo in perfetta parità. Nella ripresa Rodrigo, l’ex nazionale spagnolo con un passato al Valencia e al Leeds, si va vedere subito dalle parti di Silvestri ma è l’Udinese apassare due minuti dopo, quando proprio Beto ricambia i favori di Thauvin fornendogli il pallone per il 2-1. Gol al 4’.
E da quel momento la squadra di Sottil diventa debordante, seppur ancora troppo imprecisa, ancora con Beto che centra Thiago Mendes sulla linea di porta invece di mettere dentro il pallone del possibile tris bianconero dopo appena dieci minuti del secondo tempo.
Sarà un inseguimento vano. L’Al Rayyan cerca di riproporsi dalle parti di Silvestri che respinge un diagonale del solito Rodrigo, ma poi subisce ancora la pressione dell’Udinese che centra addirittura due pali, prima con Thauvin al 78’ e poi con Beto all’84’, mentre Sottil coglieva l’occasione per proporre al pubblico del Friuli anche Kabasele e Joao Ferreira.
Finisce così. È calcio d’agosto, ma vincere fa bene al morale.
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