L’Austria infilza la Serbia e confeziona una sorpresa

TRIESTE. Vai allo stadio per la Serbia del gioiellino Luka Jović, uno che è appena passato dall’Eintracht Francoforte al Real Madrid e scopri invece l’Austria. Serbia-Austria è stata però anche la partita del Var: decisivo per assegnare il primo gol austriaco e decisivo anche per l’espulsione del serbo Vukašin Jovanović per fallo da dietro su Hannes Wolf: da quel fallo è nata la punizione che ha significato il 2-0. Davanti a 5.421 paganti (la grandissima parte tifosi di Jović e compagni: a Trieste la comunità serba conta oltre 10mila persone), il pomeriggio al Rocco si snoda seguendo un copione inaspettato. L’Austria domina. A indirizzare l’incontro su binari precisi è poi, si è detto, il Var: accade al 37’ del primo tempo: palo, palla sui piedi però di Wolf che senza incertezze insacca. È il guardalinee Stefan Hallberg ad alzare la bandierina per segnalare il fuori gioco, ma il gioco non riparte se non per brevi attimi. I Var concede il gol, meritato, perché solisti serbi producono anche nella ripresa solo una traversa di Jović. Attorno alla mezz’ora di gioco poi Wolf finisce a terra colpito duro da Jovanović, l’arbitro non se ne accorge, ma ecco il Var: rosso. E punizione che Horvat trasforma nel (gran) gol del 2-0.—

G.B.

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