La gioia di 2.000 neroverdi in piazza per festeggiare il Pordenone

Tantissimi spettatori, anche in piedi, per vedere la partita contro il Cosenza, trasmessa nella piazzetta Calderari. Ora i ramarri dovranno andare a Firenze. Nel frattempo il sogno della B continua

PORDENONE. A Firenze, agli Uffizi e al Franchi. Il Pordenone scatena la festa dopo il pareggio di Cosenza in piazzetta Calderari. Una festa dai colori neroverdi. "Tutti a Firenze, tutti a Firenze" urlano in oltre 2000. La notte di festa comincia alle 22.28 e c'è da credere che questo entusiasmo contagerà pure la Toscana. Le avversarie mettono i brividi, ma chissenefrega.



Grande Pordenone, la città si merita questa gioia. 
C'è una grandissima atmosfera in piazzetta Calderari che é strapiena come non si è mai vista nemmeno per le partite della Nazionale italiana, dove il covo resta piazza XX Settembre.

Si sfornano panini a volontà mentre fiumi di birra placano la sete di una serata comunque fresca. I genitori guardano la partita e i bambini giocano nel vicino giardinetto. La stragrande maggioranza del pubblico guarda il match in piedi. Sventola un immenso bandierine neroverde. Si cerca di stemperare la paura del primo tempo, ma un sussulto fa tremare tutti nel finale di frazione, quando Arma si infortuna ed è costretto a uscire. A fine primo tempo la ressa ai tavolini per la pausa. I bambini continuano a giocare incuranti della tensione dei genitori che cresce con il trascorrere dei minuti nella ripresa.



Urlo strozzato in piazza quando Cattaneo spara sul portiere, ma è un buon Pordenone e i tifosi hanno fiducia. Il Pordenone resiste in campo mentre in piazzetta si sentono persino i battiti del cuore di almeno 2000 persone, la cui schiena è attraversata da brividi per il colpo di testa di Mendicino che sfiora il palo. Mancano solo 13 minuti. I bambini non giocano più e vogliono dormire. Ma il genitore neroverde non vuole tenerli in braccio poiché teso. Trascorrono i minuti, il pubblico applaude.

Poi attacca il Cosenza e resta in silenzio trattenendo il fiato. Non parla nessuno. Continua a sventolare la bandiera con l'insegna del ramarro. Caccetta sfiora il palo di testa. Che brividi perché la palla sembrava dentro davvero. Ora si suda freddo, ma si resiste. E intanto passa il tempo. Applausi per Cattaneo quando esce dal campo sostituito, nonostante il gol mancato. Quel gol che ammazzerebbe la partita. Misuraca è spinto dai tifosi di piazzetta Calderari nel contropiede che svanisce col pallone sul fondo. Peccato. Ma poco dopo arriva il fischio finale. Il pubblico esulta. Firenze, stiamo arrivando.

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