Juventus-Udinese: i 12.200 baby tifosi con i cori da ultrà

TORINO. «Oooooooooo, popò». Beh, non proprio, ma il significato è quello, di solito usato quando il portiere avversario si accinge al rinvio da fondo campo: «Oooooooooo, popò». Le abitudini della curva sono difficili da cancellare, anche se i fratelli maggiori - chiamiamoli così - ieri erano a casa, squalificati per cori discriminatori. Così la Juve ha chiesto di riempire i settori chiusi con 12.200 ragazzini di scuole e scuole calcio, tra cui anche un’Udinese Academy piemontese, con 180 baby giocatori. I primi sistemati nella curva Nord, i secondi nella Sud che resterà off-limits anche per la prossima esibizione interna della Juventus, come ricordava la collega - friulanissima - di Cielo, Marina Presello, collegata in diretta con lo Stadium nel pre-partita.
Il colpo d’occhio? Notevole, bandierine in mano da sventolare, striscione dell’iniziativa, «Gioca non me, Tifa con me», a mo’ di sterndardo ai piedi del settore, i ragazzini juventini hanno urlato i nomi dei titolari meglio dei grandi, manco fossero tutti con l’Almanacco Panini in mano. L’Udinese? Fischiata, se si esclude un timido applauso a Totò che ha fatto piacere alle poche decine di bianconeri friulani (73 secondo i dati ufficiali) nel settore ospiti. Diverso invece l’impatto audio: la partita s’è giocata in un clima quasi irreale, tanto diversi erano i rumori di fondo. Così quando Pirlo si fa male, per le curve non è Andrea.
E’ «Pirlo, Pirlo, Pirlo», quasi il signor Pirlo con quella barba che incute rispetto. Già, il rispetto. Per tutti gli avversari meno nemici. Quelli di Milano. «Chi non salta nerazzurro è». Immancabile. Come con i fratelli maggiori.
L'esperto: Lo stadio non è il luogo dell'innocenza. «Non possiamo illuderci che lo stadio diventi un luogo di totale età dell'innocenza solo perché nelle curve ci sono dei bambini. Ormai c'è tutta una predisposizione mentale a certi atteggiamenti, un immaginario collettivo dominante. Il rimedio? Più sport praticato e meno guardato dal divano».
Marco Lodoli - educatore, scrittore e giornalista - commenta così i cori non proprio edificanti partiti ieri dalle curve dello stadio della Juventus, squalificate per i cori discriminatori durante la partita con il Napoli, ed affollate da 12.200 under 14.
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