Il Brian si ferma a un passo dalla serie D

9, 5 SAN LUIGI (72 punti) – L’autorevolezza con cui ha dominato la stagione ha confermato che il giocattolo plasmato da mister Luigino Sandrin era davvero di qualità sopraffina. Altrimenti non si domina stravince in campionato e si bissa il successo in coppa Italia, anche se la perfezione sarebbe stata rappresentata dall’approdo ai quarti di finale della fase nazionale della manifestazione.
9 BRIAN PRECENICCO (56 punti) – Pur con una squadra non proprio attrezzatissima la truppa guidata da Birtig è arrivata alla finale di Coppa Italia e a un passo dalla serie D. Dimostrazione di quanto conti la solidità dell’assetto societario, e la fusione con il Lignano rafforzerà le ambizioni per la prossima stagione.
8 PRO GORIZIA (54 punti) – Da matricola è stata la prima inseguitrice del San Luigi per quasi due terzi di stagione, venendo alla lunga penalizzata dalla mancanza di un vero goleador e dai tanti infortuni nel finale.
5,5 TORVISCOSA (50 punti) – Il peccato originale è stato quello di aver puntato su un allenatore (Marin) verso il quale c’è stato scetticismo fin da subito. Essere scesi dal podio dopo 3 stagioni, l’aver mancato la finale di Coppa Italia, ed aver deposto le armi già al primo turno di play-off impongono una valutazione insufficiente.
7,5 CORDENONS (48 punti) – Costruito in fretta e furia dall’accoppiata Verri-Barbieri, il team granata è uscito alla distanza confermando la bontà delle scelte. Ora rischia però di scomparire per problemi societari.
7 RONCHI (45 punti) – Convincente crescita della creatura plasmata da mister Franti, a lungo in zona play-off prima del calo una volta in salvo. Difesa non proprio ermetica, ma quando si dispone di una coppia gol come Bardini (23 gol) e Lucheo (15) il limite si può accettare.
5 LUMIGNACCO (44 punti) – Il finale più che dignitoso, targato mister Candon, non nasconde una stagione nella quale i rossoblù hanno anche avvicinato la zona-play out. La dirigenza lamenta torti arbitrali, soprattutto in Coppa Italia, ma un pizzico di autocritica nella scelta degli allenatori poi regolarmente defenestrati andrebbe fatta.
6,5 FIUME VENETO/BANNIA (41 punti) – C’è voluto il contributo di 3 allenatori, ma la salvezza diretta è un premio esaltante per una società al debutto nella massima categoria regionale.
8,5 TRICESIMO (39 punti) – Molti ritenevano che non sarebbe scampato alla retrocessione, e gli infortuni strada facendo hanno complicato molte cose. Onore al boss Sorrentino per aver mantenuto la fiducia al tecnico Zucco nonostante le 4 sconfitte iniziali, dopo le quali è iniziata la risalita basata sulla solidità difensiva premiata dalla salvezza matematica con un turno di anticipo. Giù il cappello.
7,5 MANZANESE (39 punti) – Tre punti in meno della stagione precedente, ma mister Bertino ha dovuto fare i conti con gli infortuni di uomini di esperienza nei reparti chiave. A conservare la categoria senza patemi hanno provveduto i tenti giovani allevati in casa, gettando le basi per un futuro che si preannuncia ambizioso.
5,5 GEMONESE (37 punti) – La sufficienza non arriva anche se play-out sono stati evitati, perché ben altre erano le ambizioni. Mister Bortolussi ha dovuto fare i conti con troppe situazioni di precarietà (allenamento in 8 alla vigilia della gara che valeva la stagione. . .) , ed è già bene che l’anno nel centenario non sia stato rovinato dalla retrocessione.
5 JUVENTINA (32 punti) – Stagione di sofferenza fin dall’avvio, con il tracollo di 7 sconfitte consecutive a fine stagione. Le risorse erano poche, Tano non ha reso come ci si attendeva, e con queste premesse per il tecnico Sepulcri è stato impossibile evitare la retrocessione dopo un solo anno nell’élite.
4,5 KRAS (31 punti) – Sempre in difficoltà. Un anno fa si era salvato ai play-out condannando la Virtus Corno, quest’anno il lento declino si è tradotto nel ritorno nella cadetteria dopo 10 stagioni.
5,5 FONTANAFREDDA (28 punti) – Tante le contraddizioni per una piazza storica che ha avuto bisogno di 3 allenatori per ottenere la salvezza al play-out.
6 FLAIBANO (27 punti) – La sorte ha risarcito i canarini dello scippo subito nel 2016 con la retrocessione ai play-out pur avendo ottenuto 8 punti in più dell’Ism. Stagione non semplice con scelte azzardate, ma le capacità di un allenatore del calibro di Peressoni hanno coperto tutto.
3 LIGNANO (20 punti) – Quinto 12 mesi fa, retrocesso con largo anticipo in questo campionato. La perdita di qualità nei fuoriquota non basta a giustificare il tracollo, con difficoltà di ogni genere tradottesi nell’alternanza di 4 allenatori. È questo dice già tutto, sporcando l’ultimo atto della storia calcistica lignanese vista l’ormai certa fusione con il Brian.
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