I figli di Menegotti: «Papà non parlava di quel suo gol»

UDINE. Era nato a Verona, ma è da sempre considerato udinese di adozione. Enzo Menegotti è stato il primo giocatore dell’Udinese a essere convocato in Nazionale nel 1955. Nato nel 1926, figlio del...

UDINE. Era nato a Verona, ma è da sempre considerato udinese di adozione. Enzo Menegotti è stato il primo giocatore dell’Udinese a essere convocato in Nazionale nel 1955. Nato nel 1926, figlio del custode dello stadio Bentegodi, da giovane aveva praticato l’atletica leggera, iniziò a giocare a calcio a 18 anni con la maglia del Verona. Mediano incontrista, dotato di un tiro potente, nel dopoguerra indossò per due stagioni la maglia dell’audace San Michele in serie C e poi quella del Modena.

In Friuli, Menegotti arrivò nel ’50 dal Milan. Restò a Udine fino al ’57, quando approdò alla Roma, ma fece rapido ritorno in Friuli, dove aprì una boutique in centro città. In totale con la maglia bianconera ha disputato 134 partite (151 in serie A) segnando 24 gol. Uno di questi lo realizzò il 1° maggio 1955 al Milan. Il primo di tre, che permisero ai bianconeri di vincere una gara considerata epica. «Nostro padre non era un personaggio espansivo o chiacchierone - racconta il figlio Stefano a nome anche della sorella Sandra -, parlava pochissimo della sua vita da calciatore. Solo recentemente ho visto quel suo gol in alcune immagini trovate su Internet».

«Si teneva tutto per sé - continua -, erano i tifosi, le persone che venivano qui al negozio a parlare di quella partita e della sua carriera. La sua frase preferita era questa: “Non capisco perché mi pagassero per fare una cosa che avrei fatto anche gratis”. Lui era questo». Poi conclude: «Abbiamo lavorato assieme dal 1977 fino a quando ci ha lasciati nel ’99. Qui da noi veniva sempre Feruglio per parlare con lui, erano molto amici, anche Boscolo, Snidero, Romano, ma difficilmente parlavano della loro Udinese. Quando ero piccolo andavo agli allenamenti negli ultimi anni in cui giocava. La gente mi faceva sentire importante, perché ero il figlio di Menegotti… Da poco tempo ho appeso qui in negozio la sua foto con la Nazionale». (s.d’e.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto