Guidolin ci crede: «Con il Catania si farà la storia»

UDINE. «I se e i ma non contano. La storia si farà sul campo di Catania». Un po’ di enfasi non guasta in questi momenti e Francesco Guidolin sa bene dove e come andare a pescare le parole giuste. La lunga settimana è agli sgoccioli, stasera sapremo se l’Udinese disputerà il prossimo preliminare di Champions League o se si iscriverà all’Europa League. La differenza, minima in classifica, è enorme dal punto di vista emozionale prima che economico, e il Guido lo sa bene.
Mister, come sta la squadra? In settimana c’è stato un episodio tra Pazienza e Danilo che ha evidenziato come i nervi siano un po’ tesi...
«La squadra sta bene, si è allenata nel modo giusto. L’episodio è già rientrato, anche se ovviamente sentiamo l’impegno. Siamo allo sprint finale, cercheremo di avere le gambe e il cuore giusto per spuntarla. Però quando si arriva a una volata a quattro può succedere di tutto».
A inizio stagione se l’aspettava di poter arrivare all’ultima giornata in lotta per il terzo posto?
«No, ma se siamo arrivati fin lì il merito è esclusivamente dei miei giocatori, le loro capacità. Siamo partiti subito molto veloci perchè, memori di quanto era accaduto a Chievo e Sampdoria (retrocesse dopo aver disputato il preliminare di Champions ndr.) avevamo paura di questa stagione. Abbiamo vissuto un periodo buio, ma ora che il sole è tornato a splendere vogliamo andare a prenderci il sogno».
Dove sarebbe oggi l’Udinese senza il grave infortunio a Isla nella gara persa con il Milan?
«Non è questo il momento dei bilanci, non è tempo di se o ma. La storia si fa a Catania».
I giocatori convocati stanno tutti bene?
«Devo verificare ancora la condizione di Pinzi. Deciderò in extremis, avendo a disposizione anche tutta la giornata di oggi visto che scenderemo in campo di sera».
Nel momento buio della stagione l’Udinese è mancata sulle fasce. La ripresa è coincisa con crescita proprio degli esterni. Concorda?
«Non lo so. In quel periodo i nostri problemi sono stati tanti».
In settimana i vostri inseguitori hanno detto di affidarsi al Catania. Vi ha dato fastidio questo comportamento?
«Sin da lunedì avevo chiesto ai ragazzi di isolarsi di leggere e sentire poco e di concentrarsi solo sul lavoro anche perchè quella è l’unica strada da percorrere per presentarsi all’ultima sfida al top. Dobbiamo pensare che la strada è in salita: se ti aspetti una erta terribile l’affronti con più determinazione, se la sottovaluti rischi di fare una brutta figura».
Mister, come ha vissuto questa settimana?
«Sono un po’ nervoso, ma questa è la mia condizione naturale, quella che mi porterò fino alla fine dei miei giorni. É stata una settimana lunga, vorrei che si giocasse subito, vorrei sognare».
La squadra è in ripresa dal punto di vista fisico. Lei l’aveva sempre sostenuto.
«Perchè so come sono seguiti i ragazzi e come lavorano i miei collaboratori. E non mi riferisco solo ai preparatori atletici, ma anche ai fisioterapisti e allo staff medico».
Negli ultimi tempi si è parlato di complotti. Lei ci crede?
«Io sono convinto che conta solo la legge del campo».
Che avversario è il Catania?
«Una squadra costruita molto bene, con giocatori di corsa e di qualità, strutturati in difesa e vivaci davanti. Montella è un allenatore giovane, ma ha dimostrato di essere già proiettato nel futuro».
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