Guidolin: "Brava Udinese, questo stadio si fa sentire"

UDINE. «Allora, me lo date un bicchiere di vino sì o no?». Francesco Guidolin reclama un tajut per brindare con i tifosi dell’Auc che lo acclamano alla vittoria dell’Udinese. «Visto che abbiamo portato bene potremmo tornare», butta là la moglie Michela che lo segue discreta.
La due giorni friulana del tecnico più amato dai friulani si è conclusa con una sorta di processione sia dentro che fuori lo stadio Friuli. «Non vedo l’ora di entrare a vederlo», fa sapere il Guido verso le 11.40 quando si presenta all’ingresso. Un breve scambio di battute con Gianni De Biasi e poi via in poltronissima. Il “Poma” annuncia la sua presenza in tribuna e l’applauso parte spontaneo.
Gianpaolo Pozzo arriva qualche secondo prima del fischio d’inizio assieme al vicepresidente Campoccia e il responsabile amministrativo Alberto Rigotto. I due si vedono per qualche minuto nell’intervallo. Un incontro di semplice cortesia. «Ho visto il patron in grande forma – dice Guidolin –: gli ho fatto i complimenti per lo stadio. É ancora più bello di quanto immaginavo. Superiore a molti impianti che ho visto durante la mia esperienza inglese».
Il “Guido” è rimasto impressionato dall’effetto stadio: «Il pubblico si fa sentire molto, è trascinante, coinvolgente. Il clima è bellissimo. Cosa avrebbe fatto la mia Udinese di Totò e Sanchez in questo stadio? Avrebbe vinto lo scudetto... No, questo no, ma qualche punto in più l’avremmo conquistato».
Quella dei tifosi che vogliono incontrarlo per un saluto, una stretta di mano o una foto è un’autentica processione. Sono in tanti, tantissimi e non potrebbe essere diversamente. Se ne faccia una ragione qualcuno ai piani alti del club bianconero.

«Questa accoglienza mi fa piacere – commenta Guidolin –, ma sapevo di aver lasciato un bel ricordo a Udine. Mi ha fatto piacere sentire dalla curva il “mio” coro, come è stato giusto che prima inneggiassero a Delneri, oggi l’allenatore dell’Udinese è lui. Grazie alla curva e a tutti i friulani». Poche le parole che spende sulla partita: «Quella friulana è una buona squadra, può fare un campionato tranquillo, faccio un grosso in bocca al lupo a Gigi».
Lui è libero sul mercato dopo la chiusura del rapporto con lo Swansea. Gira voce che potrebbe arrivare una chiamata dall’Inter, figurarsi dopo la sconfitta della truppa di De Boer a Bergamo.
«È un’ipotesi inesistente, non ho mai sentito nessuno del club nerazzurro». Gli consegnano una sciarpa bianconera, poi una targa. «Speriamo la tenga nel suo ufficio», gli dice il presidente dell’Auc Daniele Muraro. Sopra c’è scritto: “Guidolin sempre e comunque”.
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