Il grande sci a Tarvisio: Goggia e Vonn si nascondono, nelle prove della libera spunta Nicol Delago
Sabato 17 gennaio la gara di Coppa del mondo femminile sulla pista Di Prampero. L’altoatesina ha ottenuto il miglior tempo nell’ultimo test della vigilia

«Una bella pista, che impone di partire subito forte». Le parole di Sofia Goggia, pronunciate alla vigilia della discesa libera femminile, colgono l’anima più autentica della Di Prampero, il tracciato simbolo di Tarvisio tornato ad abbracciare la Coppa del Mondo di sci dopo quasi quindici anni.
Sabato 17 gennaio, dalle 10.45, il Friuli Venezia Giulia torna al centro della mappa mondiale dello sci alpino, con una discesa libera che è molto più di una semplice tappa stagionale: è un banco di prova tecnico, emotivo e simbolico, già proiettato verso i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.
Le prove cronometrate hanno acceso l’attesa e restituito un primo verdetto: davanti a tutte c’è Nicol Delago. La gardenese ha fatto segnare il miglior tempo nell’ultima prova in 1’45”32, interpretando la pista con pulizia e continuità, qualità indispensabili su un tracciato che non consente pause. Alle sue spalle, racchiuse in pochi centesimi, l’austriaca Nina Ortlieb e la slovena Ilka Štuhec, due specialiste che sulla Di Prampero hanno mostrato subito confidenza. Quarta Nadia Delago, a completare una giornata di spessore per le sorelle altoatesine.
Ma i distacchi ridotti raccontano di una gara apertissima. Mirjam Puchner e Kira Weidle-Winkelmann hanno dato segnali di solidità, mentre Breezy Johnson ed Ester Ledecká restano outsider di lusso. In chiave azzurra, Laura Pirovano ha chiuso nona a 1”02, ex aequo con Lindsey Vonn, confermandosi tra le più continue della squadra. Elena Curtoni, invece, è tornata a misurarsi con la Di Prampero quindici anni dopo l’ultima Coppa del Mondo tarvisiana, un ritorno carico di significato su una pista che fa parte della storia dello sci italiano.
I riflettori restano inevitabilmente puntati su Lindsey Vonn, l’unica vera regina di Tarvisio: l’americana ha già vinto sulla Di Prampero nel 2009 e nel 2011 e, a 41 anni, cerca un’altra impresa su una pista che esalta esperienza e lettura. Accanto a lei Sofia Goggia, che nelle prove ha lavorato senza forzare ma che in gara sa cambiare volto, affidandosi a potenza, istinto e capacità di attaccare quando il cronometro conta davvero.
Non è un caso che Tarvisio sia osservata speciale anche in ottica olimpica. La Di Prampero, con i suoi 3.920 metri di sviluppo fino a Camporosso, è il tracciato più lungo dell’intera Coppa del Mondo. Tecnica e spettacolare, alterna salti, tratti ripidi e lunghissime sezioni veloci, con pendenze che oscillano tra il 7% e il 47% e una larghezza variabile tra i 28 e i 108 metri. Numeri importanti che hanno permesso allo chief race director della Coppa del Mondo femminile di sci alpino Peter Gerdol e al suo staff di alzare volentieri il pollice per approvare il circuito come tappa di calendario.
Per questo Tarvisio è in questo fine settimana una simulazione credibile di ciò che attende le atlete a Milano Cortina. Con oltre 60 atlete al via e una pista che non perdona, la discesa di Tarvisio promette battaglia vera: Delago ha indicato la via, Vonn cerca l’ennesima pagina di storia, Goggia prepara l’assalto, ma sulla Di Prampero ogni errore si paga caro e nessuna è disposta a cedere senza vendere carissima la pelle.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








