Il Giro approda nella Marca, Pieve di Soligo è pronta al debutto in rosa
La prossima edizione saranno 100 anni dal primo passaggio nel Trevigiano mentre giovedì 28 maggio, per la prima volta nella sua storia, Pieve di Soligo accoglierà l’arrivo della diciottesima tappa con l’immancabile salita di Ca’ del Poggio

Basta una ricorrenza a certificare lo spessore della tradizione. Fra un anno si ricorderanno i 100 anni dalla prima volta del Giro d'Italia nella Marca: 1927, il trionfo in volata in viale Felissent a Treviso di Alfredo Binda, il Trombettiere di Cittiglio, fra i miti della due ruote.
Giovedì 28 maggio è invece la prima volta di Pieve di Soligo, al debutto come sede di tappa della corsa rosa, città trevigiana numero 12 a meritare l'onore in 117 anni di storia della festa di maggio.
Ospita il traguardo del segmento 18 dell'edizione 2026: partenza da Fai della Paganella in Trentino per una frazione malandrina perché dal copione non scontato. Frazione insidiosa - da 171 chilometri - che potrebbe premiare una fuga da lontano, ma anche esaltare attaccanti catapultati dal muro di Ca’ del Poggio.
Pochissime le chance per i velocisti, troppo complicato controllare la corsa con un tracciato mosso come quello di Pieve: aver perso la possibilità di sprintare a Milano potrebbe aver alimentato negli uomini jet il desiderio di rivincita, ma l’andamento del Giro 2026 consiglia di rinviare a Roma il prossimo (e ultimo) appuntamento per le volate di gruppo.
Utile, però, un promemoria: alla Marca l'arrivo di tappa mancava da Treviso 2022, finale firmato a sorpresa dal belga Dries De Bondt. Della serie: sulle strade trevigiane non c'è mai nulla di pianificato a tavolino. Prima del tappone di venerdì a Piani di Pezzé, in piazza Vittorio Emanuele II si chiuderà una tappa spettacolare, con lo scollinamento a Ca' del Poggio a 9 km dal traguardo che può sparigliare le carte. Un muro diventato appuntamento fisso del Giro: 1,1 chilometri con punte al 19 per cento.
Si presenta come la classica tappa interlocutoria prima delle grandi montagne, ma al Giro non ci si annoia mai e l’inaspettato si materializza – tappa di Milano docet – quando meno te lo aspetti. «È un sogno che si avvera. Stiamo lavorando perché sia una festa condivisa, un momento di orgoglio per tutta la comunità. Dove c’è ciclismo c’è gioia, condivisione e partecipazione», sottolinea Albino Bertazzon, presidente del comitato tappa, che negli ultimi mesi ha impreziosito l’avvicinamento al gran giorno con una lunga serie di iniziative collaterali.
La frazione 18 abbraccia quattro province e fa il suo ingresso nella Marca dopo circa 125 chilometri: i saliscendi di Guia e Combai (già attraversati nel 2026 dai professionisti nella tappa di Valdobbiadene della Settimana Coppi e Bartali), lo sprint con abbuoni per la classifica posizionato a Tarzo ai meno 16 chilometri, la salita di Ca' del Poggio a San Pietro di Feletto a infiammare il finale. Per un ritorno della carovana rosa nella Marca che si può prevedere all'insegna del pubblico record, nel pieno rispetto di una tradizione di affetto ben radicata.
Ma, prima di riabbracciare il Giro, si rende necessario un viaggio all'indietro, ripensando alle altre località trevigiane entrate nel lungo e prestigioso album rosa. Dietro a Treviso (27 precedenti, con 13 arrivi), protagonista anche nel 2025 con una partenza di tappa, fra le località più presenti c’è Vittorio Veneto (16 sedi, sette traguardi) che ospitò l’ultimo traguardo nel 2014.
Edizione che vide anche il primo epilogo a Cima Grappa dopo una cronoscalata, includendo così Pieve del Grappa (allora Crespano) nella famiglia rosa. Il 2004 lanciò San Vendemiano come sede d’arrivo, mentre l’ultimo capitolo rosa a Conegliano coincise con la crono 2020 terminata a Valdobbiadene. La città simbolo del Prosecco debuttò al Giro con l’arrivo del 2009, mentre Montebelluna esordì nel 2001, Riese nel 2007, Asolo nel 2010 (il primo volo rosa di Vicenzo Nibali) e Vedelago nel 2012.
Oderzo fece il suo ingresso nella mappa rosa con la partenza di tappa del 2023. A Castelfranco, invece, il traguardo manca da più tempo: correva l’anno 1999 e nelle volate imperversava Mario Cipollini. Ora tocca a Pieve lasciare un segno indelebile. Garantendosi il giusto premio a una tradizione già nobilitata da appuntamenti importanti: dall’Internazionale Juniores con la lunga lista di futuri campioni apprezzati in piazza Vittorio Emanuele II, al Mondiale gravel che nell’ottobre 2023 incoronò Matej Mohoric.
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