Giro d'Italia 2017, ecco la ricognizione: Piancavallo scalda i pedali

PIANCAVALLO. «Siamo qui a vedere l’arrivo del Piancavallo, ma il Giro d’Italia del 2017 arriverà sullo Zoncolan». A Stefano Allocchio, direttore di gara e braccio destro del capo del Giro Mauro Vegni piace scherzare. Del resto, ieri mattina a Piancavallo è stato preso con le mani nel sacco. Era in Friuli a capo della squadra di Rcs che in giro per lo Stivale sta visitando le sedi di arrivo e di partenza dell’edizione dei cent’anni della corsa.
Bluffa Allocchio. E sa di bluffare. Minaccia col sorriso. «Se ci saranno ancora fughe di notizie nel prossimo mese, prima della presentazione prevista per il 25 ottobre a Milano, cambieremo il percorso del Giro d’Italia». Bluffa, ma fino a un certo punto.
Alcuni anni fa è successo veramente. Prima della rivoluzione web e dei social, dove se fai una ricognizione nella più sperduta località alpina lo si viene a sapere entro pochi minuti, c’era quella vecchia volpe di Beppe Conti, inviato di Tuttosport, che un paio di giorni prima della “vernice” si divertiva ad anticiparne il percorso sul giornale concorrente della Gazzetta che organizza il Giro.
Così, un paio di volte, e lo racconta anche l’ex patron Carmine Castellano nella sua autobiografia, Torriani&Co avevano stravolto il finale della corsa per prendersi una rivincita sull’abile inviato. Ma ora i tempi sono cambiati. E, vi assicuriamo: il patto ultradecennale tra Enzo Cainero, la Regione (che ha stanziato in estate 300 mila euro per asfaltare le strade) e il Giro d’Italia è troppo forte da temere beffe dell’ultimo momento.
Insoma, ieri prima in Comune ad Aviano poi sul Piancavallo e infine a Pordenone, il team di Rcs ha posto le basi per quelli che saranno l’arrivo di tappa nella località sciistica dove nel 1998 trionfò Marco Pantani e la partenza del giorno dopo dal capoluogo. Oltre all’evento un’altra cosa pare certa: domenica 21 maggio il Comitato tappa locale guidato da Cainero organizzeranno una cicloturistica che si concluderà sul Piancavallo dedicata alla memoria di Pantani. E il gruppo sarà guidato dagli ex gregari del Pirata.
L’arrivo al Piancavallo e la partenza da Pordenone saranno prima o dopo quella domenica? Tre sono le opzioni ancora sul piatto: dipende se le dolomiti saranno piazzate nel weekend conclusivo prima del gran finale a Milano o se, come accaduto nell’edizione di maggio vinta da Nibali, sarà il Piemonte, e in particolare la salita di Oropa (altra asperità di pantaniana memoria) ad assegnare la maglia rosa.
Quindi: o tappa friulana prima del 21 o a inizio della settimana successiva, dopo il giorno di riposo in Veneto, da dove partirà la frazione di Piancavallo. Da Pordenone invece partirà il tappone dolomitico. Come nel 2006. Ma il passaggio friulano potrebbe slittare anche alla fine della terza settimana: un botto.
Cainero? Non parla, teme le ire di Allocchio (era un gran velocista e la stazza è più buona), il vicepresidernte della Rergione, Sergio Bolzonello gongola: «Se sono venuti fin qui a prendere le misure...vuol dire che il Giro arriverà - sorride - e questa è l’ennesima grande operazione legata ai grandi eventi dello sport, al turismo e all’economia.
Da sindaco di Pordenone diedi la partenza della tappa nel 2003 e nel 2006, è una grande soddisfazione per me vedere la mia città di nuovo al centro del progetto grande ciclismo». «E nel 2018 ci sarà lo Zoncolan», si lancia Bolzonello. Allocchio per fortuna aveva già sprintato verso un’altra sede d’arrivo del Giro 2017. Per un altro sopralluogo.
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