Emerson e Jorginho, azzurri Blues nel nome del loro “Comandante”



Un’Italia stile Blues, nel senso di Chelsea: in campo sempre per vincere, attaccando senza paura. Così la vogliono i due italobrasiliani azzurri in forza al Chelsea: Jorginho, ex Napoli e pupillo di Maurizio Sarri, ed Emerson Palmieri, difensore che ha vestito, tra le altre, le maglie di Palermo e Roma. E, a detta loro, la squadra che da un anno sta plasmando il ct Roberto Mancini va in questa direzione, e il tecnico di Jesi, che in Inghilterra ha allenato e vinto e conosce bene la mentalità di quella filosofia calcistica, assomiglia per molti aspetti a Sarri. «Lui e Mancini sono simili per la ricerca del gioco offensivo con un fraseggio palla a terra», assicurano i due del Chelsea che, reduci da una stagione culminata con la vittoria dell’Europa League, senza staccare mai la spina si sono rituffati nell’impegno con la Nazionale che da sabato scorso lavora a Coverciano per preparare i due match cruciali per il primato nel girone di qualificazione all’Europeo, contro la Greca ad Atene, sabato 8 giugno, e contro la Bosnia a Torino, martedì 11 giugno. E dai Blues vorrebbero portare in azzurro sempre più «voglia di vincere e giocare in attacco senza paura».

L’ostacolo Grecia si presenta tutt’altro che semplice. Nel catino bollente dello stadio Louis Spyros di Atene l’Italia dovrà dimostrare grande maturità e personalità per portare a casa il successo. «Sarà una partita difficile – avverte Jorginho –: loro sono una squadra di palleggiatori e dovremo correre molto, ma andremo lì per vincere perché una vittoria fuori casa sarebbe importantissima per noi». Ed Emerson aggiunge: «Tutti quelli che sono in Nazionale devono dare tutto con umiltà e voglia di imparare. Il nostro è un gruppo giovane, siamo una squadra che vuole sempre attaccare e vincere. Abbiamo ancora cinque giorni per lavorare e ho sensazioni molto positive in vista della sfida di Atene».

Con i due protagonisti della brillante stagione del Chelsea è impossibile non parlare di Sarri e delle voci di che lo danno sempre più vicino alla panchina della Juventus. Entrambi dichiarano che sarebbe un peccato non averlo ancora a Londra. E Jorginho, da ex partenopeo, avverte: «Credo che per il popolo napoletano potrebbe essere un tradimento».

Del loro futuro, invece, preferiscono non parlare. Emerson, che qualcuno accosta sempre alla Juve, ribadisce che sta bene al Chelsea. Tutti e due, comunque, ammettono di provare nostalgia per l’Italia dove un giorno vorrebbero tornare a giocare. Intanto cercano di contribuire a riportare la Nazionale tra le big. —

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