Di Natale non fa retromarcia «Mi ritiro? Pozzo sa tutto»

UDINE. Silenzio, parla Totò. Ricordate lo spot della pasta Agnesi (via un po’ di pubblicità più in giù troverete un altro inserto)? A mezzogiorno nel ventre dello stadio Friuli arriva la notizia. Insieme a mister Colantuono, nella conferenza stampa pre partita di prassi, parlerà anche il capitano.
Nemmeno ventiquattr’ore prima, il giocatore più forte nell’ultimo ventennio della storia dell’Udinese, aveva bussato alla porta del paròn Pozzo confermando ciò che aveva anticipato il Messaggero Veneto venerdì mattina: la volontà di ritirarsi entro la fine dell’anno solare, di giocare solo ancora cinque partite con la maglia dell’Udinese.
«Totò annuncia il ritiro», era la convinzione generale. «Annuncia l’ingresso nello staff dirigenziale o tecnico» azzardava qualcuno.
Macchè. Il capitano ha stoppato la palla in modo perfetto e, stupendo tutti con un paio di dribbling, ha fatto partire una palombella stile gara con la Reggina del settembre 2007. «Vado d’accordo con il mister, ci vado anche a cena, sono a disposizione del tecnico e della squadra, non ho mai detto che non faccio la riserva di Aguirre, sono qui a dire che amo più l’Udinese io di qualcun altro. Non è assolutamente vero che con il mister non vado d’accordo, sono state scritte tante cazz...». Meglio fermarsi qui. L’Udinese ha tanti tifosi tra i più piccoli. Succede che il più importante quotidiano sportivo d’Italia, la Gazzetta dello sport (non il Corriere dei piccoli...), aveva motivato la decisione del fuoriclasse di smettere prima della fine del contratto anche con un rapporto non idilliaco con Colantuono.
Che ha ribadito: «Secondo voi io vengo a Udine per litigare con Di Natale? Poi facciamo tutto questo discorso senza guardare i numeri? Ne parliamo come se lui non avesse mai giocato, ma Di Natale è stato disponibile undici volte in questo campionato, e sette ha cominciato come titolare, altre quattro è subentrato, quindi di cosa stiamo parlando?». Avviso ai lettori, altra inserzione pubblicitaria in arrivo. «Andiamo d’accordo, andiamo pure a cena da Vincenzo all’Ancona 2...».
Onestamente ci sembra di essere quegli insegnanti del liceo che correggono un tema d’uno studente che ha cannato la traccia. Chiediamo. «Di Natale, ma allora ha deciso di ritirarsi?». Risposta: «Il presidente sa ciò che deve sapere, ho un bel rapporto con la società e i tifosi. Cerco di fare il meglio. Fino a quando? Sa tutto il presidente». Qui onestamente dopo il dribbling il capitano ha tirato in...curva. Si alza e se ne va.
Facciamo mente locale. Pozzo sr poche ore prima ci aveva detto che il capitano aveva chiesto di risolvere il contratto anzitempo e smettere di giocare. Quindi per la proprietà transitiva... Sì, occorre utilizzare reminescenze scolastiche in questa faccenda che prende sempre più i contorni di un teatrino. Allora, l’allenatore di una squadra che lotta per salvarsi legge sul giornale della città che il suo capitano ha deciso di abbandonare la barca. Che ne pensa? Altro colpo di scena. «Non so cos’abbia detto al presidente». Noooo. È troppo.
Infatti Colantuono innesca una (parziale) retromarcia. «Me lo tengo per me se Totò mi ha detto che vuole smettere o meno. Io gli ho solo detto di tenere botta fino a Natale, poi c’è la sosta e si vede». Altro indizio: «A Verona giocherà Aguirre, ma dove sta scritto che da qui a Natale Totò non partirà più titolare?».
La situazione è intricata. In società la tattica è di aspettare le mosse del capitano. Altre volte suoi dribbling usciti male si sono poi trasformati in grandi gol. Ma stavolta il 38enne pare determinato. Quella frase «il presidente sa tutto», dice più di tante cose.
L’obiettivo dell’Udinese è quello di trattenere Di Natale fino a giugno, ma c’è un piano B: convincere il goleador a giocare con la maglia bianconera l’ultima partita a gennaio con la Juventus, il 21 gennaio. Non una partita qualsiasi, quel giorno lo stadio Friuli sarà inaugurato.
I tifosi? Marco Basile, 31 anni di abbonamento in curva, ieri nel loggione del teatrino, crediamo sintetizzi bene il loro pensiero: «Va bene la riconoscenza di una società per un giocatore fenomenale, ma un capitano può comportarsi così?».
@simeoli1972
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