Dai Pittin, riprovaci: c’è da trascinare la staffetta sul podio

RAVASCLETTO. Dai Alessandro, riprovaci già oggi, c’è da trascinare la staffetta italiana sul podio. Del resto, il finanziere di Cercivento dopo lo splendido argento di venerdì nella Gundersen è tornato tra i big della combinata nordica. Non sarà facile, i risultati dei quattro azzurri dovranno essere buoni nel salto, ma anche nel fondo. Non basterà la classica rimonta di Ale. Insomma, servirà che anche gli altri tre italiani facciano un po’ i Pittin. Ma ci sono speranze. Bisognerà incollarsi davanti alla tv stamattina dalla 10 e poi seguire alle 16 la gara di fondo.
Anche perchè c’è chi consiglia di seguirle quelle gare, perchè sa che Ale è caldo caldo. Si tratta di Leo De Crignis, una gloria dello sport carnico e della Valcalda in particolare perchè nel salto con gli sci rappresentò, tra l’altro, l’Italia alle Olimpiadi del 1976. Nella scorsa stagione è stato ancora il tecnico nel salto del jet-carnico. Ma anche quest’anno il tecnico resta un punto di riferimento per l’atleta. «Sono orgoglioso di lui - spiega De Crignis - Alessandro è tornato nell’elite della combinata, ha saltato bene. I problemi susseguenti alle cadute del 2012 sono stati messi alle spalle».
Ma De Crignis è fantastico quando ricorda il primo Pittin, quel bimbetto che, dopo aver messo gli sci ai piedi a tre anni (del resto è nato all’ombra dello Zoncolan) sempre sul Kaiser a 8 anni si è presentato per saltare con gli sci il trampolino “di neve” preparato da De Crignis per avviare i piccoli-coraggiosi sciatori al salto. «Poi a Ravascletto i salti dai trampolini per giovani di 5-6 metri, poi di 15 e via con le misure dei “grandi”. «È tenace Ale, vedrete che farà bene oggi nella staffetta, le altre due gare dal trampolino alto sono più complicate».
Almeno per ora. Sulla stessa linea Riccardo, il fratello di Pittin. Che torna alle origini della passione di Ale. «Ero forte sugli sci da fondo, ho sei anni più di lui...ero forte, ma per fortuna ho smesso presto: prima che mi battesse...». Ora Riccardo va in bici da corsa. Forte (come il fratello Ale) è uno dei pilastri della Carnia bike di Tolmezzo, che il prossimo agosto riproporrà la Carnia Classic. «Ale sarà al via - anticipa il fratello - ama lo Zoncolan sia d’estate che d’inverno». Ma sono carnici “dentro” i Pittin. Un esempio: Ale, il medagliato-timido, non ha nemmeno risposto agli sms che Riccardo gli ha mandato dopo la vittoria. «È normale - spiega - è concentrato, molto concentrato».
Intanto dal Friuli ieri sono arrivati in Scandinavia i complimenti della presidente della Regione, Debora Serracchiani, del vice Bolzonello e dell’assessore Torrenti «Un risultato prezioso per il nostro atleta e il Friuli Venenzia Giulia» ha detto la presidente. E AlePittin è un ambasciatore perfetto per la regione.
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