Da Ray al derby, ecco i nodi Gsa

Basket serie A2, la pesante sconfitta di Imola ha evidenziato guai vecchi e problemi nuovi: occorre cambiare pagina per non rovinare tutto. E Pedone per invertire la rotta ordina il ritiro per la super sfida di domenica contro Trieste
Cividale 5 Febbraio 2017. Basket A2. Gsa-Roseto. © Foto Petrussi
Cividale 5 Febbraio 2017. Basket A2. Gsa-Roseto. © Foto Petrussi

UDINE. Avvertenza ai lettori: il momento dell’Apu Gsa è brutto, la barca scricchiola, ma il Friuli, innamorato di questo sport come dimostrano i pienoni a raffica nell’esilio di Cividale, non può permettersi solo d’immaginare di perdere il paradiso della serie A2 guadagnato lo scorso giugno.

Quindi, specie alla vigilia del derby con Trieste, è bene serrare le fila e aiutare la squadra a invertire la rotta. Come? Ad esempio non nascondendo la polvere sotto il tappeto. Ecco allora la crisi della Gsa come la vediamo noi. In dieci punti. Prima, quattro notizie rapide rapide.

Non banali. Lunedì 13 marzo lunga telefonata tra patron Pedone e Lino Lardo. Messaggio del presidente al coach: «La società pensa di non avere una squadra così scarsa come appare nelle ultime settimane, ci sono tempi e possibilità di invertire la rotta».

Due: Zacchetti, dopo il tecnico per proteste, sarà multato pesantemente dalla società. Peraltro, salterà il derby e molte altre partite: si è strappato durante il match in Romagna.

Tre: prima del derby la squadra andrà due giorni in ritiro a Cividale.

Quattro: l’obiettivo è provare a recuperare Allan Ray per domenica. Il giocatore non si allena da quattro settimane, ma serpeggia un certo ottimismo.

E la volontà della società è quella di vedere in campo l’ex giocatore dei Celtics. A questo punto al fianco di Veidemann, positivo all’esordio di Imola. Ed eccoci alle note dolenti. La crisi della Gsa? Si diceva, abbiamo provato a sintetizzarla in dieci punti.

1 Appagamento dopo le vittorie con Recanati, Forlì e Roseto.

Capitan Vanuzzo domenica nel dopo partita: «Nessun appagamento». Qualcosa di inconscio però sì, è come se si siano spenti gli “occhi della tigre” della squadra. Siamo salvi deve aver pensato. Peccato mortale.

2 Approccio “molle” alle partite in trasferta.

Come puoi pensare di vincere se in avvio vai sotto di 10-15 punti? Quante volte è accaduto. Quando l’approccio è stato positivo sono arrivati i successi (vedi PalaDozza).

3 Maledizione infortuni.

Troppi guai, i miracoli li puoi fare una, due volte (Treviso e Bologna), ma con mezza squadra ko e a “rotazione” è dura ricominciare ogni volta.

4 Assenza di un play di categoria.

Nobile non ha ancora la garra per fare il titolare, e con Traini non pervenuto, sono bastati 20’ di Veidemann in regia a Imola per avere conferma di uno dei peccati originali della Gsa targata A2.

5 Mancanza di peso sotto canestro.

Via Cuccarolo, Zacchetti boccheggiante: così è dura. Appena trovi un pivot di peso (bravo ma stagionato come Maggioli) ti massacra. Se poi rinuncia anche all’esuberanza di Diop come a Imola...Gli avversari lo sanno e sotto canestro vanno a nozze. E ti capita di perdere come in Romagna anche prendendo 10 rimbalzi in più degli avversari: è il basket.

6 Squadra indebolita dal rimpasto di mercato.

Fall non convince, o comunque non fa meglio di Cuccarolo, Mastrangelo è un comprimario. Castelli, unico a poter giocare spalle a canestro, ma con la caviglia a pezzi ceduto a Forlì.

7 Vecchia guardia in calo.

Vanuzzo, Pinton, Ferrari e gli altri: la vecchia guardia, quella che ha vinto il campionato di B. Sono smarriti, sfiduciati.

8 Truccolo: quanto manchi.

Era scontento Truk, la rivelazione dello scorso campionato, di essere finito in panca e usato come specialista. Ma l’agente speciale in difesa era una delle armi della Gsa. S’incollava all’americano di turno, dava energia a pacchi. Manca. E non poco.

9 Discontinuità di Okoye.

Una partita da all star tre da ricercato speciale. Il rebus però è: se lo tieni fuori per Veidemann e Ray per varare la versione “ciapa e tira” chi sostituirà la sua fisicità?

10 Il rapporto coach Lardo-Allan Ray.

Allenatore di sistema e stella un po’ viziata. La coppia non è mai decollata. Serve un patto per portare Udine in salvo. Tra i due. Perché la Gsa in serie A è un bene per il Friuli.

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