Da Cividale Diaw corre verso la serie A dopo l’inizio tra giovanili e dilettanti in Fvg

Dai campi del settore giovanile del Donatello Ancona ai riflettori accesi sullo stadio Tombolato di Cittadella in serie B. Il passo è lunghissimo. E lo ha compiuto con tenacia, volontà, carattere e talento il friulano Davide Djili Diaw, che proprio in quello stadio giovedì sera ha segnato una doppietta probabilmente fondamentale per il sogno promozione del Cittadella in serie A. Il Cittadella, infatti, è impegnato nella finale play-off sul doppio confronto con i cugini esperti dell’Hellas Verona.
Ma in barba al blasone, l’attaccante 27enne di Cividale del Friuli, ha fatto vincere il lato più bello del calcio, quello della passione e dei sogni che si avverano. E per lui la serie A è davvero un sogno, per lui che ha calcato fin da piccolo i campi da calcio con tante speranze nel cuore e mille difficoltà da superare, contando su se stesso, sulla mamma e su quegli amici che gli stanno accanto da sempre.
E che Davide, che di mestiere fa la punta, avesse la stoffa per farcela, gli addetti ai lavori lo avevano capito fin da subito. A frenarlo da ragazzino era stato il suo carattere irruento, che gli ha fatto vedere decine di cartellini rossi in carriera, ma ormai quei tempi sono finiti. Ora per lui c’è una pagina di storia da scrivere, la sua e quella del Cittadella, anche se la doppietta di giovedì non basta: c’è il ritorno ancora da giocare e non sono concesse distrazioni o facili ottimismi. Poi, a bocce ferme, se ne riparlerà, di quel sogno chiamato serie A che Davide per ora non vuole sentir nominare né tanto meno pronunciare.
Ma che emozione sarebbe per lui ritrovarsi a giocare allo stadio Friuli tra qualche mese, a casa dell’Udinese, la squadra dove un paio d’anni fa, pensando al futuro, aveva confessato di voler giocare. «Se devo guardare lontano – ci aveva infatti detto quando giocava con l’Entella – dico che vorrei raggiungere la serie A, magari con l’Udinese. Sarebbe bello poter vestire la maglia della mia città, ma la strada è ancora lunga». Una maglia che è riuscito a vestire per pochissimo dopo aver lasciato il Donatello da ragazzino. E magari proprio in quello stesso stadio dove nel dicembre 2015 Diaw venne premiato tra i “Top 11” del Messaggero Veneto, tra i migliori giocatori dell’Eccellenza. Una categoria dove giocava con i colori della Virtus Corno, e con la quale ha pure vinto una Coppa Italia di categoria. Lasciato Corno, è poi passato al Tamai in serie D, quindi all’Entella in B subito dopo e poi il Cittadella a gennaio di quest’anno. E questa è storia di oggi.
«Voglio fargli i complimenti per la doppietta – dice il segretario storico del Donatello, Renato Nardone, che ha avuto sotto la propria ala Davide quando giocava con gli Esordienti –, ora deve continuare così. Il lavoro paga, non lo deve dimenticare mai. Lo ricordo molto bene, era un ragazzo vivace, ma si vedeva che aveva la stoffa giusta. Ora ha l’occasione per farlo vedere a tutti. Gli mando un grande “In bocca al lupo” affinché raggiunga l’obiettivo e prosegua la sua carriera. Sono sicuro che se continuerà a impegnarsi avrà grandi soddisfazioni». E se a dirlo è una persona come Nardone, che vede passare giovani calciatori da 25 anni, possiamo prenderla come una garanzia. —
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