Pillastrini racconta la nuova Gesteco: «Sarà una stagione con tante novità»

Il coach spiega come sta lavorando con la squadra: «Solo per Redivo non cambierà molto in attacco. E il 4 e il 5 continueranno a essere intercambiabili»

Gabriele Foschiatti
Coach Stefano Pillastrini è sempre più al centro del progetto della Gesteco Cividale (fotoPetrussi)
Coach Stefano Pillastrini è sempre più al centro del progetto della Gesteco Cividale (fotoPetrussi)

Anno nuovo, stesso Pilla. La rinnovata Gesteco Cividale scenderà mercoledì in campo per la sua prima amichevole stagionale contro Treviso (Jesolo, ore 20, diretta sul canale YouTube di “CheSpettacolo”). Abbiamo chiesto a Stefano Pillastrini come giocheranno i suoi, ci ha risposto col sorriso: «A pallacanestro!».

Coach, che impressione le ha fatto il gruppo in questi primi allenamenti?

«Ho sensazioni molto positive. I ragazzi hanno voglia di fare e forti motivazioni individuali, sanno di avere davanti un campionato molto importante. Ora sta a noi indirizzare questa energia verso il collettivo, assicurandoci che le esigenze e i risultati di squadra siano al primo posto, ma non sono preoccupato, in questo senso».

Su quali aspetti vi siete concentrati sinora?

«Sulla costruzione del nostro sistema di gioco offensivo: movimenti, circolazione del pallone, essere altruisti per mantenere una pericolosità diffusa su tutto il roster. Credo infatti che i meccanismi d’attacco abbiano bisogno di più tempo per essere interiorizzati rispetto alla difesa, su cui ci concentreremo più avanti e dove per ora chiediamo intensità e impegno».

Sul vostro lavoro incideranno inevitabilmente l’infortunio di Mobio e i prossimi impegni in Nazionale di Tio.

«Ivan è ovviamente frustrato e dispiaciuto per la situazione, vorrebbe spaccare il mondo e fosse per lui giocherebbe anche su una gamba sola. È giusto però lasciare che lo staff medico faccia il suo lavoro e rispettare i tempi di recupero previsti; trascinare questo problema per tutta la stagione sarebbe una colpa da parte nostra. È un giocatore straordinario a campo aperto, uno specialista difensivo ed è cresciuto molto al tiro lo scorso anno».

E Tio?

«La Nazionale non è mai un problema, ma un’opportunità. Credo che tornerà migliorato e che sarà un investimento per la sua esperienza, gli permetterà di alzare il livello. Lo aspetteremo, si integrerà nei giochi anche con qualche allenamento in meno».

Guardando al roster saltano all’occhio due cose. La prima: tanti giovani e atleti, sarà una Gesteco ancor più dinamica?

«Sarà una Gesteco il più efficace possibile. È vero, la corsa è sempre stata una nostra caratteristica e abbiamo le qualità per farlo, ma credo che le squadre migliori siano quelle che non si fanno prendere dalla frenesia e costruiscono il tiro migliore possibile. Il ritmo alto ci deve aiutare a creare qualche canestro facile prima che la difesa riesca a schierarsi, ma poi dovremo essere efficaci anche nell’attacco a metà campo».

La seconda: nel pacchetto lunghi Berti è l’unico centro classico. Perché questa scelta?

«Non considererei nemmeno Matteo un lungo tradizionale, se non per statura, perché il tiro frontale è ormai una delle sue migliori armi offensive e può aprire il campo. Per noi il 4 e il 5 sono molto intercambiabili: saranno dinamici, dovranno muoversi molto anche senza palla, cambiare direzione e velocità più che ricevere in posizioni statiche. Il nostro sistema di gioco non cambierà quando c’è Matteo o meno, la differenza si sentirà soprattutto in difesa ma è inevitabile perché non c’è un altro profilo come lui. In base al contesto vedremo poi chi scegliere per gli accoppiamenti difensivi».

Restando in tema di lunghi, cosa chiederà di più a Ferrari e Costi?

«Per tutti sarà una stagione di upgrade e novità, forse il solo per cui non cambierà molto è Redivo. Alessandro e Cosimo saranno giocatori centrali, come lo sono stati nella serie contro Rimini quando abbiamo dovuto fare a meno di Freeman. Chiederò loro di essere efficaci e di avere continuità nelle cose che sanno fare bene».

Guardando invece ai nuovi, Luca Bechi ci ha detto che Vecchiola gli ricorda Rota.

«Non credo sia giusto cercare un giocatore in un altro, ma hanno molte caratteristiche simili, soprattutto come temperamento. Credo che Tommaso possa essere un fattore difensivamente, in particolare sulla palla, e che in attacco sia un grande agonista».

Chiudiamo con uno sguardo alle prossime amichevoli: qual è l’obiettivo della squadra?

«Non mi interessa l’efficacia, la teniamo per il campionato: voglio che i ragazzi cerchino di giocare a modo nostro, rendendo tutti pericolosi e complicando le cose agli avversari. Le amichevoli servono a trovare i punti di riferimento, senza ansie, a migliorare imparando dagli errori e dagli esempi positivi dei compagni».

 

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