Colpo di scena: salta in extremis il Giro Fvg 2017

Ciclismo, il via era stato programmato per giovedì 7 settembre. Il presidente Bandolin: «Sconfitta per il nostro movimento»
ANTEPRIMA Udine 06-05-2009 partenza giro friuli
ANTEPRIMA Udine 06-05-2009 partenza giro friuli

UDINE. Il Giro della Regione Friuli Venezia Giulia 2017 non si farà. Dovrebbe essere un fulmine a ciel sereno, considerando che la gara sarebbe dovuta scattare giovedì prossimo, 7 settembre, con la qualifica di gara 2.2 Uci, quindi internazionale e riservata ad élite e under 23, ma forse quel cielo sopra una delle corse storiche del panorama ciclistico nostrano non era così sereno come sembrava.

Quella che sarebbe stata la 53ª edizione non si terrà e il patron Giovanni Cappanera, raggiunto al telefono, spiega così le sue ragioni: «Sono davvero dispiaciuto – dice il numero uno della società –, ma non me la sono sentita di iniziare una corsa importante come il Giro senza avere le necessarie garanzie.

Magari si poteva anche insistere e correre lo stesso, però ne sarebbe uscita un’edizione non all'altezza della storia di questa manifestazione».

Cosa è mancato? «Nel comunicato che abbiamo spedito a tutti i team – prosegue Cappanera – abbiamo spiegato che abbiamo deciso di annullarlo per questioni tecnico-burocratiche. In sostanza solo a fine luglio abbiamo avuto la conferma, da parte della Federciclismo, che la corsa era stata approvata: dal momento che già nel 2016 il Giro della Regione era saltato, ho preferito attendere i documenti ufficiali per presentarmi dalle Istituzioni e dagli sponsor ai quali chiedere il supporto necessario.

Sul sito web dell’Unione Ciclistica Internazionale la corsa era stata inserita tra gli eventi ufficiali già ai primi di luglio, sebbene io non avessi fatto alcuna comunicazione: perché mai, allora, la Federciclismo mi ha mandato i documenti solo a fine luglio?

Poi, ai primi di agosto mi sono fratturato un gomito e, considerando che era pure periodo di ferie per tutti, non ho più trovato le risposte che speravo. Mi dispiace, ma non potevo fare altrimenti».

Diverso il punto di vista di Stefano Bandolin, presidente del Comitato Fvg della Federciclismo, inevitabilmente chiamato in causa: «La questione delle date è ininfluente – spiega il numero uno del ciclismo regionale –: Cappanera avrebbe dovuto muoversi molto prima e non aspettare l’ultimo momento, quando era chiaro che non avrebbe trovato le risorse.

Ci ho messo la faccia io per convincere la Federazione a Roma a dare ancora fiducia all’organizzazione del Giro: è una sconfitta per il nostro movimento».
 

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