Colosetti in Senegal a caccia di cestisti

Il dt Cbu Udine e allenatore benemerito Fip ha fatto una settimana di allenamenti a Dakar con 1998 e 1999, da 2 metri a 2,12, per conto di un’agenzia di scouting internazionale: destinazione high school Usa o Spagna
ANTEPRIMA Udine 10 Febbraio 2008. Basket Libertas - CBU. Telefoto Copyright Gabriele Menis / Foto Agency Anteprima Udine
ANTEPRIMA Udine 10 Febbraio 2008. Basket Libertas - CBU. Telefoto Copyright Gabriele Menis / Foto Agency Anteprima Udine

di Valerio Morelli

UDINE. Gigi Colosetti novello di Brazzà. Non Giancarlo, che pure ha incrociato in carriera tra Libertas Udine e Gorizia. Piuttosto come il suo avo esploratore a cui è intitolata Brazzaville, capitale congolese e già dell’Africa equatoriale francese.

Colosetti, dt Cbu Udine e allenatore benemerito Fip, è reduce da una full immersion cestistica in Senegal. Dal 18 al 25 marzo scorsi, è andato alla scoperta di nuovi talenti africani per un’agenzia di scouting internazionale. E’ la nuova frontiera per reclutare giocatori non tesserati per club, quindi liberi per la Fiba, ma che si allenano in accademy dirette da preparatori ex nazionali del Senegal.

Nella sola Dakar, dove Colosetti è stato oltre che nei suoi dintorni, ci sono tre accademy. Sorta di play - ground, dato che in tutto il Senegal ci sono 2 soli impianti coperti, su campi in cemento sconnesi, palloni anni ’50 con bolle e ferri dei canestri antidiluviani.

«Eppure – assicura Colosetti – ho trovato un materiale umano incredibile. Ho fatto allenamenti con 1998 e 1999, dai 2 metri ai 2,12, a livello spaventoso per statura, atletismo e velocità, ma anche tecnico in rapporto alle condizioni di gioco. Ora tratterà l’agenzia, io ho fatto relazioni positive. I ragazzi sono abituati ad allenarsi due ore e mezzo il giorno, pure la domenica di mattina perché non hanno scuola. Al momento sono destinati a high school americane o in Spagna. Il ragazzo di un’accademy che è già all’high school ha offerte dalle prime 8 università Usa. I senegalesi, di colonizzazione francese, sono affamati di cambiare vita, fame che in Europa si è persa».

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