C’è poco tempo per salvare il Chiasiellis

Nessun aiuto e la dirigenza ha gettato la spugna, il club di calcio femminile rischia di scomparire

MORTEGLIANO. Rimbalza sulle bacheche di Facebook di alcune delle giocatrici del Chiasiellis da giorni, ma anche su quelle di tanti tifosi e appassionati che si stanno prendendo a cuore la vicenda della squadra della piccola frazione di Mortegliano, che sembra arrivata alla fine della sua ultratrentennale storia. È l’appello a non far morire il Chiasiellis, dopo che il suo staff dirigenziale ha rassegnato le dimissioni.

Sono passati però due anni da quando Andrea Grizzo, da 15 stagioni alla presidenza del club di calcio femminile, ha messo al corrente non solo la comunità - a partire dal suo primo cittadino -, ma anche tutti i componenti della storica società calcistica del medio Friuli, dai genitori alle ragazze delle sue difficoltà. «L’impegno è troppo grande, da solo non ce la faccio più». Punto.

Non una questione economica, quindi, visto che la società non lascia debiti, incredibile di questi tempi anche nel calcio femminile, ma esclusivamente personale. Quindici anni sono tanti, e risultano ancora di più se visti col filtro di un onere ogni anno più pesante, fatto di incombenze quotidiane sempre più gravose per una società che è sempre vissuta di passione. Una società, però, ridotta all’osso, che non ha goduto di innesti o ricambi non solo nello staff dirigenziale, ma sopratutto all’interno del gruppo di lavoro “sul campo” che si è trovata sempre più messa in difficoltà dalle capriole burocratiche e finanziarie di una federazione fantoccio e che non ha mai goduto di particolari favori da parte del territorio, sopravvivendo solo grazie allo spirito volontaristico e di sacrificio dei suoi componenti.

Ma dopo due anni di ricerca a denti stretti, pur di portare a termine gli impegni presi con le calciatrici, lo stesso presidente, unitamente al suo staff (tra cui anche due dirigenti presenti fin dall’anno di fondazione del Chiasiellis, ovvero il 1982, chapeaux!), ha deciso di lasciare la carica. Nulla di strano, c’è da dire. Tra dimissioni, esoneri e cambi al vertice, queste sono tutte consuetudini normali in ambito sportivo. Eppure in questo caso non c’è stato nessuno, tra le persone interpellate da Grizzo stesso in questi due anni, disposto a subentrare alla dirigenza del Chiasiellis in modo da rendere possibile la prosecuzione dell’attività sportiva delle tre formazioni biancocelesti (prima squadra, primavera e giovanissime), diventata a questo punto impraticabile.

Poco o nulla c’entra la recente retrocessione dalla massima serie a quella cadetta, arrivata dopo una stagione difficile mai decollata, nella quale nulla ha potuto la preparazione e la determinazione messa dal tecnico Lizzi fino all’ultima giornata. C’entra più che altro la difficoltà nel fare calcio femminile in una regione come la nostra che ha smesso di sfornare talenti in un numero sufficiente da non costringere le società a pescare gran parte delle giocatrici fuori dai propri confini, con l’obbligo quindi di trovare sempre più sponsor in grado di sostenere un’attività e fare i conti con la concorrenza sempre più infuocata per accaparrarsi le prestazioni delle calciatrici. Un impegno che richiede una passione che per la dirigenza della società, sempre la stessa da moltissimi anni, è andata esaurendosi.

I termini per iscriversi al campionato di serie B scadono lunedì prossimo, ma è di ieri la notizia che nei prossimi giorni il presidente Grizzo s’incontrerà con un gruppo di persone interessate a subentrare alla dirigenza uscente. Nei primi giorni della settimana, dunque, si saprà il destino di una squadra che, pur nel suo piccolo, ha fatto la storia del calcio femminile.

Anna Dazzan

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