Boccacini, una stagione in tre ori

L'azzurra udinese ha vinto le Universiadi e due tricolori
UDINE. Il podio che cercava in Coppa del mondo non è arrivato, ma la sua stagione la ricorderà. «Non sono stata proprio brillantissima...» dice Corinna Boccacini, 22 anni compiuti da meno di un mese, che dallo scorso anno veste la divisa dei Carabinieri. «Ci sono stati due lampi, anzi tre, che salvano il bilancio finale» aggiunge la surfer udinese. I lampi hanno il colore dell'oro: tre ori che valgono moltissimo. Il primo conquistato nel parallelo gigante alle Universiadi di Torino, gli altri due ai campionati italiani assoluti di Colere: prima nel gigante e prima nello slalom. Ai giochi universitari, a Bardonecchia, sulla pista che un anno fa vide il suo tribolato debutto alle Olimpiadi, la Boccacini si è presa il lusso di battere alcuni mostri sacri dello snowboard come la vicecampionessa del mondo Svetlana Boldikova e la campionessa olimpica Daniela Meuli. «Non ho ancora capito come ho fatto - racconta Corinna - era una prova di altissimo livello in cui credevo di essere chiusa, invece ho trovato la mia grande giornata». Una vittoria che per il valore delle protagoniste vale un successo in Coppa del mondo... «Credo proprio di sì, ma la coppa per me quest'anno è stata una delusione, non sono mai riuscita a stare davvero in gara: facevo una “run” bene e poi cadevo. Non lo so, forse una questione di testa». Al podio di coppa Corinna ci è andata vicinissima sul finire della stagione a Sungwoo, in Corea, a fine febbraio, dopo gli amari mondiali di Sapporo (22ª nello slalom e 26ª nel gigante). «Quella gara l'ho proprio azzeccata, ma la sfortuna mi ha perseguitato e in semifinale sono caduta...». Un volo che l'ha relegata al quarto posto e che avrebbe potuto avere conseguenze gravi. «Ho rimediato una brutta botta all'addome - spiega l'azzurra -: all'ospedale i medici temevano che mi fossi spappolata la milza, ma per fortuna io la milza non ce l'ho!».


Corinna aveva infatti già subito l'asportazione di quest'organo alcuni anni fa dopo un incidente simile capitatole in allenamento allo Zoncolan, un incidente che rischiò addirittura di chiudere una carriera che ancora non era cominciata. Ma Corinna ha sette vite e aveva ripreso determinata come non mai, come ha fatto la scorsa estate reduce dalla frattura della spalla sinistra che le ha ritardato la preparazione estiva. «Ho fatto la prima gara in Coppa del mondo, in Austria, con appena una settimana sulla neve nelle gambe» ricorda la “carabiniera” di Udine ripensando alla sua stagione che le ha riservato la gioia più grande proprio in chiusura. «I due titoli italiani assoluti sono stati la cosa più bella del mio inverno: ho vinto nello slalom, che è una disciplina che non mi si confà, e nel gigante. Sono i primi titoli della mia carriera...». Due vittorie speciali ottenute entrambe ai danni della sua “nemica”, l'altra azzurra Isabella Dal Balcon (quest'anno due volte vincitrice in Coppa del mondo), che alle Olimpiadi di un anno fa l'aveva fatta escludere dalla nazionale, salvo poi essere riammessa in squadra con un imbarazzante dietrofront della Fisi. «Tra noi le cose adesso vanno meglio, abbiamo un rapporto civile, e non potrebbe essere diversamente considerato che trascorriamo buona parte dell'anno assieme, ma confesso che quando gareggio contro di lei gli stimoli per me aumentano a dismisura. Dentro ho ancora troppo rancore per quella brutta storia di Torino...» spiega Corinna che da questa stagione caratterizzata da alti e bassi ha tratto la convinzione di poter puntare in alto. «Ho un anno di esperienza in più e questo conta molto per un'atleta giovane come me, ma soprattutto so dove voglio arrivare: tra le prime cinque della Coppa del mondo». E con questo chiodo in testa, adesso che la stagione dello snowboard è finita, l'ex campionessa del mondo juniores è pronta per lanciarsi sui libri universitari (è iscritta a Scienze politiche a Trieste) per dare almeno un paio di esami nella sessione estiva («per me l'università non deve essere soltanto l'... Universiade».)

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