Beto rimane bloccato dal mercato e da Brenner

All’Udinese non sono arrivate offerte vicine ai 35 milioni, neppure dalla Premier. Portoghese imprescindibile, perché il sostituto brasiliano starà fuori fino a ottobre

Stefano Martorano

UDINE. Prigioniero del mercato, tra incastri mancati e offerte carenti, ma anche dei problemi fisici di Brenner, annunciato lo scorso aprile come il suo erede al ruolo all’Udinese.

È questa la morsa che – per la gioia dei tifosi – potrebbe trattenere ancora in Friuli Norberto Beto, la punta di diamante dell’attacco bianconero che la società sta pensando di togliere dal “bancone” del mercato di sua spontanea volontà, dopo averlo lasciato in bella esposizione per tutta l’estate, e di certo non sul ripiano degli articoli in saldo.

Perché anche se da metà luglio il 25enne portoghese si è liberato della clausola rescissoria da 35 milioni che si portava appresso come una zavorra, di fatto l’Udinese non ha mai abbassato il prezzo con l’intenzione di svendere il suo “9” da 21 gol realizzati nelle sue prime due stagioni italiane.

Gino Pozzo, infatti, reputa Beto un attaccante da 35 milioni trattabili, una cifra che non è stata ancora barrata dalla targhetta vista in estate da Milan, Inter e Napoli.

Sono questi, al momento, gli incastri di mercato mancati per la cessione del portoghese, tenuto sott’occhio specie a Napoli.

Anzi, da quelle parti giurano che Beto sarebbe la prima scelta in caso di mancato rinnovo (faraonico) di Victor Osimhen, per il quale, tra l’altro, si attende ancora l’annuncio.

A Milano poi, Beto era entrato nei sondaggi del Milan e soprattutto in quelli dell’Inter che poi ha virato su Marko Arnautovic, mentre dall’Inghilterra l’Everton, che ci aveva provato il 31 gennaio con un’offerta da 25 milioni più bonus, non ha alzato l’offerta, facendo solo un timido sondaggio estivo.

A fronte di questo stallo Gino Pozzo starebbe prendendo in seria considerazione l’idea di togliere Beto dal mercato con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 1 settembre, indipendentemente dalla permanenza a Udine, o meno, di Lazar Samardzic.

Sarebbe una decisione che farebbe contento Andrea Sottil, “imbestialito” col mercato, ma anche alle prese con non pochi grattacapi di ordine tecnico, tra i quali assume una certa rilevanza anche la tempistica del recupero di Brenner.

E qui bisogna mettere a fuoco l’obiettivo sul 23enne attaccante brasiliano che lo scorso 12 agosto ha rimediato una distrazione muscolare che lo terrà fuori almeno fino a metà ottobre, con la prospettiva di un possibile rientro tra un mese e mezzo abbondante, ovvero col Lecce al Friuli il 22 ottobre, dopo la seconda sosta delle nazionali.

Tutta colpa dell’infortunio rimediato nel test con la Pro Gorizia dello scorso 12 agosto, quando Brenner si è bloccato al 38’del primo tempo, tredici minuti dopo aver firmato il suo primo gol bianconero in amichevole, tra l’altro una delle poche giocate in preparazione, visto che l’ex Cincinnati su cui Gino Pozzo ha investito 9,5 milioni di dollari ad aprile, era appena rientrato dopo aver superato altre noie muscolari accusate durante il ritiro, e seguite ai due mesi spesi, tra maggio e luglio, per recuperare dalla brutta botta alla caviglia rimediata nella sua ultima partita nella Mls americana, salutata lo scorso 7 maggio dopo 27 gol e 7 assist nelle 73 partite giocate da febbraio 2021.

Tutti numeri che avevano fatto di Brenner l’investimento per il dopo Beto, agli occhi dei Pozzo.

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