Cda, Rossetto e l’esordio in A1 a 30 anni: «Ho realizzato il mio sogno da bambina»

La schiacciatrice veneta non aveva mai giocato nel massimo campionato: «Ci tenevo a sostituire degnamente chi non a disposizione»

Alessia Pittoni

 

Si può esordire in A1 a quasi trent’anni, giocare da titolare e dare il proprio importante contributo alla prima vittoria stagionale. Lo ha fatto Aurora Rossetto, la schiacciatrice veneta protagonista, lo scorso anno, della promozione della Cda Volley Talmassons Fvg nella massima serie e, domenica, della netta vittoria a Brescia.

Aurora, ha realizzato un sogno?

«Sì, come ogni bambina che inizia a giocare a pallavolo. Ci ho sempre sperato un po’ ma non l’ho mai dato per scontato ed esserci riuscita a quasi trent’anni mi ha reso davvero felice. Se me lo avessero detto dieci anni fa non ci avrei creduto perché ho sempre pensato che l’A1 fosse un campionato a cui difficilmente avrei potuto ambire anche da non titolare. Ho giocato questa partita perché ce n’era bisogno e so che ho ancora tanto da lavorare per sperare di poter stare in campo di più».

La sua prestazione domenica è stata molto solida.

«Ci tenevo tanto a dare il mio contributo perché la gara era importante. A parte Grabic, ha giocato la formazione che ha vinto la A2 l’anno scorso ed è stato ancora più emozionante: tutte noi eravamo in campo per tenerci quel campionato che avevamo conquistato a marzo».

Vi siete stupite di quanto facile è stato vincere a Brescia?

«Ci aspettavamo una partita difficile contro un’avversaria motivata come noi ma siamo riuscite a trasformare questo stato d’animo in energia e determinazione: il fatto che le nostre avversarie non siano quasi mai entrate in partita è anche merito nostro che abbiamo tenuto un livello alto in tutti i set».

Leonarda Grabic, all’esordio nell’A1 italiana, ha impattato bene; non era scontato.

«Anche per me l’approccio all’A1 è stato impegnativo perché il livello è molto alto. Immagino quanto possa esserlo per le atlete straniere che devono ambientarsi da tutti i punti di vista. Ammiro molto la loro capacità di adattamento».

Ha visto in tv qualche altra avversaria?

«Non ancora, ora lavoreremo per studiare Cuneo, la nostra prossima avversaria. Anche da questo punto di vista per me sarà una novità: dopo tanti campionati di A2 conoscevo bene gran parte delle giocatrici. In A1 mi troverò ad affrontare atlete che fino a ieri ho guardato in tv».

Che partita si aspetta domenica?

«Sicuramente scenderemo in campo motivate; un atteggiamento che dovremo cercare di tenere con tutte perché il campionato è lungo e dobbiamo essere pronte a cogliere la possibilità di strappare qualche punto anche a formazioni sulla carta più forti. Anche Cuneo verrà a Latisana con le stesse motivazioni e non sarà una partita facile solo perché arriviamo dalla vittoria di Brescia».

Tutti aspettano Conegliano, per voi è una gara ancora lontana?

«Sarà sicuramente una serata molto emozionante ma l’obiettivo che abbiamo ci chiede di lavorare un giorno alla volta. Intanto non vediamo l’ora di vedere il palazzetto di Latisana tutto agghindato per la partita contro Cuneo. È stato bello avere i nostri tifosi a Brescia, ora aspettiamo un grande pubblico in casa».

 

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