Basket, l’Apu Udine si prepara ad accogliere Andrea Conti

La partita contro Trento è stata quella del commiato dal pubblico udinese per il direttore sportivo Andrea Gracis. L’ex Cremona avrà il ruolo più ampio di general manager

Giuseppe Pisano
Andrea Conti
Andrea Conti

C’è ancora una giornata del campionato di serie A 2025/2026 da giocare, ma l’Apu Old Wild West è già proiettata sulla prossima stagione.

La partita di domenica scorsa contro Trento è stata quella del commiato dal pubblico udinese per il direttore sportivo Andrea Gracis, giunto alla scadenza del contratto triennale. Il nome del suo successore verrà ufficializzato a breve dalla società bianconera, verosimilmente all’indomani della conclusione della stagione regolare, ma è quasi certo che il prescelto è Andrea Conti, general manager della Vanoli Cremona ormai a fine corsa.

Nuovo ruolo

A Udine Conti ricoprirà un ruolo con maggiori competenze: non sarà direttore sportivo come Gracis, bensì general manager.

Il perché lo spiega il presidente bianconero Alessandro Pedone: «A noi serve una direzione generale, una figura che si occupi degli aspetti sportivi ma anche di quelli amministrativi. Avevamo eliminato questa carica con l’addio a Martelossi, ora la reintroduciamo».

Per Andrea Conti l’arrivo all’Apu non sarà uno sbarco sulla luna, perché ha già lavorato a stretto contatto con coach Vertemati a Varese e conosce bene anche capitan Mirza Alibegovic, protagonista del “triplete” Vanoli in A2 nel 2023.

E Gracis? Domenica ai nostri microfoni ha fatto capire che non resterà certo con le mani in mano («vediamo cosa mi riserverà il futuro» ha detto a fine partita) e altrettanto ha fatto Pedone («andrà verso altri lidi»). Una pista da seguire porta a Cantù, dove l’attuale gm Santoro pare sia giunto ai saluti.

Doppio saluto

Mentre l’Apu e il popolo del Carnera nel tardo pomeriggio di domenica salutavano Gracis, al Palaradi di Cremona andava in scena il commovente addio di Conti alla sua gente dopo qualcosa come 17 anni: 8 da giocatore e 9 da dirigente con la Vanoli.

Conti ha voluto condividere le proprie emozioni tramite un lungo post su Instagram in cui si legge un passaggio dal retrogusto amaro: «la Vanoli è stata un patrimonio della città, portando il nome di Cremona nei campi e nei palazzetti più iconici d’Italia, e questo non lo può togliere nessuno».

Già, perché la Vanoli il prossimo anno non ci sarà più: se il titolo si sposterà a Roma o altrove, lo sapremo presto. Domenica, intanto, il calendario si è divertito a proporre un Trieste-Cremona carico di malinconia.

Altri movimenti

Il mercato delle scrivanie è in grande fermento anche se ci sono da giocare i play-off in serie A e in A2. Cantù, oltre a quello di Gracis, valuta il nome di Alessandro Bolognesi, direttore tecnico a scadenza di contratto con Rimini. Grandi cambiamenti in vista a Bologna, sponda Fortitudo: cambio di proprietà in vista, in pole c’è la corrente guidata da Matteo Gentilini.

Verso i saluti sia coach Attilio Caja che il general manager Flavio Portaluppi. Per il dopo-Caja circola il nome dell’ex udinese Demis Cavina, reduce alla poco fortunata esperienza a Verona. Insomma, per ora è il momento delle scrivanie girevoli, e in questo caso Udine è già a posto con coach Vertemati, poi arriverano le panchine e i giocatori.

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