Baccarini diventa tecnico nazionale e sogna il tennis top

È anche allenatore Coni-europeo di 4º livello, il vertice Dalle esperienze nel mondo all’episodio con un miliardario
Secondo tennista friulano, dopo il lontano Corrado Barazzutti ex numero 7 del mondo e attuale coach di coppa Davis, l’udinese Stefano Baccarini supera un’intera giornata di prove d’esame per divenire tecnico nazionale della federazione italiana tennis e allenatore Coni-europeo di 4º livello (il vertice), al termine dello specifico percorso di studi tecnici, metodologici e scientifici, durato 2 anni. Quasi un’altra laurea che va ad aggiungersi alle altre sue due universitarie, conseguite in Management dello sport e in Scienze motorie.


Già apprezzato maestro nazionale, rango nel quale a 21 anni è stato il più giovane d’Italia, Baccarini è cresciuto professionalmente, sotto la guida di Cesare Del Prato, attuale direttore del Tennis Città di Udine, di via Del Maglio, club che gestisce un record di platea con 200 allievi. Dai ludici “tatini” di 5 anni ai giovani agonisti di seconda categoria. Il neo-tecnico si arricchisce, poi, di esperienze pratiche e determinanti per la professione di coach individuale o di responsabile di squadre nazionali, prendendo contatto con vari guru del tennis mondiale come Bollettieri, Sartori, Sanchez. In particolare: collabora sul campo, con Francesco Cinà, personal trainer di Roberta Vinci, numero 7 del mondo Wta. Titoli, incarichi ed esperienze di Baccarini non evidenziano, comunque, una sua peculiarità. Innata. Capacità di comunicazione e approccio accattivanti. Qualità che lo portano a vivere, fra gli altri, un episodio, decisamente fuori dall’ordinario.


Gioca in torneo, all’estero, ed è notato da un misterioso personaggio. Al rientro, a Udine, un elegante messo gli chiede se è disposto a «fare due palle» con il suo anonimo principale. Nulla osta. Nel giorno e nell’ora prefissati, al Tennis Città di Udine piombano veloci quattro auto nere, lunghe, blindate. Da una di esse, scende il cliente. Ottantenne, corpulento, impacciato. Gioca la sua ora e, soddisfatto, chiede un altro appuntamento, da giocarsi a Firenze, però. Si tratta di un uomo d’affari. «E di quali affari!». È George Soros, fra gli uomini più ricchi e più potenti del Pianeta: nel 1992, con un clic che gli frutta, sull’unghia, un miliardo di dollari affossa lira e sterlina.


A questo punto, quali traguardi ti poni? «Uno per tutti – risponde Baccarini – capitanare una squadra nazionale. Oppure assumere responsabilità tecniche, in ambito federale. In ogni caso, ringraziando la Federtennis regionale che mi ha sempre concesso massima assistenza. D’altra parte, collaboro con la Fit da tempo».


Come hai festeggiato la promozione? «Non ho avuto il tempo di muovere un dito. Hanno provveduto gli amici: all’una di notte, al rientro del giorno degli esami, mi hanno precettato, capitanati da Vincenzo dell’Ancona 2, per stappare bollicine pregiate».


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