Apu eroica: Cremona battuta e sogno Coppa Italia più vivo che mai
Udine vince con cuore e difesa: 82-75 alla Vanoli e ingresso tra le prime otto

Finals di Coppa Italia, se Milano fa il suo dovere a Napoli o se Trapani finalmente viene cacciata dal campionato che ha disonorato pure in Europa.
L’Apu batte 82-75 Cremona con le unghie e con i denti e fa un’impresa. Perché piazzarsi tra le prime 8 giocando il girone d’andata senza due americani e con la grana Hickey in corso d’opera è una impresa. Dopodichè quello che interessa alla Pedone band è la salvezza. L’ultima, Treviso, è ancora viva a meno 6.
Alibegovic, Bendzius, Christon, Mekowulu e Ikangi è il quintetto scelto da Vertemati, Brewton (all’ultima recita) e Dawkins in panchina. Va così più o meno da tutta l’andata, eppure l’Apu si gioca un posto tra le 8 di Coppa Italia. Contro una squadra arrembante e carica di talento, che vuole la vetrina di Coppa e soprattutto la salvezza. Perché, inutile girarci attorno, con Trapani oggi finalmente al capolinea, bisogna comunque lasciarne dietro una e Treviso, che ha vinto una drammatica partita con Varese, è ancora viva. Le squadre lo sanno e si giocano molto. Cremona è tosta, ha un mix di Usa e italiani (Casarin, Veronesi e Grant) ottimo, ha tanto dal vecchio Burns. Difende forte. Per dare l’idea, l’Apu nel primo quarto finito sotto 17-19 perde un pallone perché non riesce a superare la metà campo e uno perché non riesce a fare la rimessa. Ha 5 punti da Dawkins, almeno qualcosa. C’è ancora Brewton in campo, Hickey è ancora negli Usa. Vero, l’antidoping gli han tolto la sospensione ma potrebbe scegliere la via del patteggiamento per avere tempi certi sul rientro. Con 4 mesi di stop potrebbe tornare per le ultime 5 di campionato, derby con Trieste compreso. Ma siamo a gennaio, meglio fare i conti con quel che si ha e sperare che il lettone sia utile. Magari Pedone regala alla piazza un altro forte davvero. Nel secondo quarto da segnalare: una fiammata di Da Ros, Calzavara che gioca sulle ali di Milano e il solito Alibegovic deve fare l’americano perché Brewton non segna mai (e il nuovo Zoriks in parterre col cappellino blu presto capisce che non potrà fare peggio); difesa da rivedere, specie su Veronesi. Cremona, che ha 6 americani veri, scherma i tiratori di Udine, Mekowulu prova ad approfittarne, Christon orchestra ma non segna. Risultato: 39-37.
Un tifoso vicino a noi se la prende col povero Casarin: scorie d’una finale persa con Verona. C’è coach Repesa, ex Trapani, in parterre, ma soprattutto c’è Cremona. Gioca, e bene anche se il lungo Anigbogu fa 4 falli. Christon, altro ex come il capitano, fa la prima tripla della serata. Bendzius ci mette tanta esperienza, Calzavara quando attacca il ferro è letale. E’ una partita che l’Apu deve vincere così, mettendo insieme una difesa tosta con un attacco ragionato. Perché i lombardi di coach Brotto, sostenuti da un manipolo di tifosi, sono attaccati alla partita. Su un fallo antisportivo di Calzavara (c’era) il Carnera si Infiamma. Servirebbe s’infiammassero pure Dawkins o Brewton, perché Ikangi non può essere per 4 volte di fila quello che va a tirare. Fine terzo quarto, dopo 800 revisioni Var, o come diavolo qui si chiama: 55-56. La Vanoli annusa il colpaccio salvezza. Eccome se lo annusa perché all’Apu mancano continuità e uomini nelle rotazioni.
Il solito in tribuna dà del raccomandato a Casarin, averlo l’ex Reyer, averlo. Cremona prende in mano la partita: Durham è un rebus per la difesa di Vertemati. Il canestro solo soletto sbagliato da Mekowulu è un sinistro presagio. Dawkins proprio non riesce a difendere, Ikangi con due triple di fila dimostra che, in mancanza d’altro, prova a pensarci lui. Anche Willis si iscrive al tiro al bersaglio: 64-67 a 5’30” dalla fine. Dura per Udine riprendere il bandolo della matassa, l’inerzia sembra degli ospiti, che con Durham e Willis attacca il ferro e fanno danni.
Ma c’è il cuore di Udine. Di Ikangi (grande), Mirza (americano vero), Calzavara (22 di valutazione), Christon e Mekowulu, decisivo suo il canestro decisivo, che nei 3 minuti finali trascinano il Carnera si vanno a prendere quel che meritano. Eccome se lo meritano. —
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