Al Tour del ’54 c’era un secondo avianese Quel giorno di 65 anni fa con Attilio Redolfi

Non solo Pietro Polo Perucchin. Le ricerche di Matteo, stesso cognome del campione, hanno portato alla luce una sorpresa 

la storia

Giacinto bevilacqua

Mentre migliaia di tifosi italiani oggi sono aggrappati alla buona vena di Vincenzo Nibali, sperando nel suo secondo successo finale al Tour de France, esattamente 65 anni fa a sudare alla prestigiosa corsa a tappe in terra di Francia si trovarono appaiati due ciclisti di Aviano.

Il caso, decisamente curioso per un territorio la cui vocazione ciclistica si è smarrita poi nel corso dei decenni, infatti, ha voluto che alla partenza della quarantunesima edizione della Grande Boucle l’8 luglio 1954, ad Amsterdam in Olanda, ci fossero gli avianesi Attilio Paolo Redolfi Tezzat e Pietro Polo Perucchin. Se del secondo, nato il 23 aprile 1928 a Giais dove ancora risiede, si è acquisito praticamente tutto grazie al libro “Pietro Polo, il più grande gregario di Francia” e a varie mostre ma, soprattutto, alla buona memoria di Pierin e alla sua scrupolosa attenzione nel conservare giornali, riviste, fotografie e abbigliamento sportivo, è un’acquisizione recente quella di Redolfi.

Mentre Polo Perucchin ha fieramente conservato la nazionalità italiana anche mentre correva in Francia, Redolfi è stato naturalizzato francese già nel 1949, scomparendo così dai media italiani e dai ricordi locali. A riportarlo alla luce le ricerche di Matteo Redolfi Broccon, consigliere comunale di Aviano e maratoneta di valore.

Attilio Redolfi, nato a Marsure l’8 settembre 1923 da Paolo e Carolina Paties, emigrò con la famiglia in Francia già nel 1935. Ciclista professionista dal 1947 al 1957, si spense il 15 giugno 1997 all’età di 74 anni nella città di Draguignan nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Redolfi fu un corridore rispettabile, capace di vincere complessivamente 12 gare (alcune fonti allungano il conteggio a 19): nel 1947 il Tour di Alsazia-Lorena, nel 1948 il G. P. d’Esperaza, nel 1949 il il Gp de la Tomate e il Circuit des Boulevards – Criterium du Centre, nel 1950 il Gp de Nantes e il Tour de l’Ovest, nel 1951 una tappa e la classifica finale del Giro di Marocco, la Parigi-St. Etienne, il Circuit des Boucles de la Seine e la prima tappa del Giro del Delfinato Libero (la vittoria più prestigiosa), nel 1952 una tappa del Giro di Algeria. Redolfi, inoltre, si piazzò terzo al Giro delle Fiandre del 1951, vinto per la terza volta consecutiva da Fiorenzo Magni, e terzo alla Parigi-Tours. Venne convocato per cinque edizioni del Tour de France (dal 1949 al 1954) e un Giro d’Italia (1956). Al Tour fu protagonista nel 1950, piazzandosi quarto in due tappe e 20° nella classifica finale e nel 1951, sfiorando la maglia gialla nella prima tappa (Metz-Reims) quando venne battuto dallo svizzero Giovanni Rossi di chiare origini italiane. Ebbe la fortuna di correre in squadra con campioni leggendari come il francese Jacques Anquetil e André Darrigade nel 1956 e i belgi Alfred De Bruyne dal 1953 al 1955 e Rik Van Steebergen dal 1947 al 1949. Nel 1954 Redolfi venne selezionato per il Tour nella rappresentativa regionale dell’Île-de-France, ritirandosi alla 14a tappa, Polo Perucchin in quella del Sud-Est, finendo fuori tempo massimo alla 16a tappa. Per i cultori delle statistiche, va detto che il 1954 non fu l’unico anno a vedere due pordenonesi al Tour de France.

Il fatto si ripeté nel 1958 quando vi parteciparono Polo Perucchin e il sanvitese (naturalizzato francese) Mario Bertolo e nel 2013 con Davide Cimolai e Enrico Gasparotto, il primo residente e il secondo nativo di Sacile. Sono due le iniziative che presto ricorderanno Polo Perucchin e Attilio Redolfi Tezzat: a settembre la mostra storica “L’epoca del Campionissimo. Quando con Fausto Coppi pedalavano gli avianesi Pietro Polo Perucchin e Attilio Redolfi Tezzat” e, in data da definirsi, l’intitolazione di due percorsi ciclabili nelle frazioni di origine dei due campioni avianesi. —

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