A Cave prima del via onore ai minatori

TARVISIO. Reso omaggio ai minatori caduti in miniera, il Giro, mossiere il sindaco Renato Carlantoni, è ripartito puntuale da Cave del Predil, alle 12.35, verso il Vajont, dopo avere regalato due giorni di grandi emozioni e spettacolo nel cuore delle Alpi Giulie: rimarranno ben scolpite nella memoria le splendide immagini della scalata all’Altopiano del Montasio di martedì. Autore del significativo gesto in onore dei caduti sul lavoro è stato Vincenzo Nibali, la maglia rosa che rappresenta di tutti i protagonisti della corsa, accompagnato dal presidente dell’Associazione minatori Valerio Rossi e dal sindaco, mentre davano un tocco di bel colore nostrano i bambini del paese vestiti da gnomi e un gruppo di ragazzi in costume.
La breve cerimonia pochi attimi prima del via accanto all’ingresso della miniera e poi la carovana, imboccata la statale 54, è scesa a Tarvisio. Il passaggio nel capoluogo della Valcanale è stato uno spettacolo nello spettacolo. I corridori sono passati fra palloncini, fiochi rosa e centinaia di bici che adornavano vetrine e angoli. Davanti al Municipio sono stati salutati dai 300 studenti delle scuole d’ogni ordine. «Gli alunni hanno regalato una stupenda immagine», commenta soddisfatta l’assessore alla cultura Nadia Campana.
A Camporosso l’omaggio al Giro della grande bici realizzata da Silvestro Maieron e amici, anche il saluto bilingue (pure in tedesco) e ancora lungo Valcanale e Canal del Ferro il saluto affettuoso con composizioni, tanto rosa e tricolore.
In una Cave “occupata” piacevolmente dalla carovana c’è stato un bel crescendo, culminato con le firme dei corridori. Ricercato dai cacciatori di autografi Nibali e scroscio di applausi per il friulano Pellizotti, per Scarponi, Di Luca e anche per gli stranieri. Dal sindaco Carlantoni cui il direttore del Giro, Mauro Vegni, ha consegnato la bandiera della tappa Tarvisio - Vajont, espressioni di riconoscenza per la corsa: «Dove passa il Giro lascia il segno. Contiamo molto su questo evento per ridare speranza a una comunità tradita nel 1991, al momento della chiusura della miniera». Il sindaco ha anche consegnato una targa di riconoscenza ai minatori.
Come sempre prodigo di ringraziamenti Enzo Cainero, patron delle tappe friulane, personaggio amato a Cave del Predil. «Che emozioni abbiamo vissuto – commenta l’esercente Rossana Capovilla –, il Giro ha un gran fascino e c’insegna che dobbiamo credere nel nostro paese, che ha ricchezze da mostrare». Il Museo storico, il parco Geominerario e la mostra mineraria erano aperti in questi giorni.
«Mi sono emozionato come un giovanetto a osservare tutto», aggiunge il pensionato addetto al traffico Silvano Artuso. Cave ha risposto alla grande. E’ stata molto ospitale, con gran soddisfazione di Tonino Princi e del mondo del volontariato. Nessun intoppo in Valcanale, dunque. Il Giro se ne è andato lasciando un po’ di nostalgia in tutti e negli addetti ai lavori, i 140 volontari che hanno presidiato gli incroci e i tanti (forse 200), sopratutto signore, che hanno provveduto agli addobbi. Resta la gioia intima di sapere d’avere operato per il bene della comunità.
Giancarlo Martina
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