Vicario, la sida delle emozioni
Italia-Ucraina: il portiere friulano avrà un pensiero per Milan il bambino ucraino che ospita a Udine da marzo 2022

Per Guglielmo Vicario la vigilia di Italia-Ucraina è quella delle emozioni per due motivi. Il primo è professionale e riguarda la gestione dell’ondata social che lo vorrebbe titolare al posto di Donnarumma (ma ieri Spalletti ha ribadito la fiducia in Gigio).
Il secondo è intimo, familiare. Guglielmo ospita nella sua casa di Udine da oltre un anno e mezzo un ragazzino di 12 anni, Milan Shulga e sua made Hanna, fuggiti dall’orrore della guerra.
Un gesto nobile del quale Vicario e i suoi genitori non amano parlare più di tanto.
Il portiere azzurro l’ha fatto ai microfoni della “Domenica Sportiva”. «Tiferanno per l’Ucraina com’è giusto che sia: sarà una sorta di piccolo derby in famiglia, ma la cosa più importante è che si siano integrati nella nostra società e che stiano bene».
Milan e la mamma arrivarono in Italia a marzo, un mese dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Papà Vitaly lavora alla Danieli di Dnipro che si offrì di ospitare in Italia i familiari dei loro dipendenti. Milan quest’anno frequenterà la seconda media al Bearzi, lo scorso anno è stato promosso.
Questa esperienza, chiaramente indesiderata, gli ha permesso di imparare la lingua e vivere, per quanto lontano dal padre, una vita normale come tutti gli adolescenti: studi, ma anche passatempi, l’iscrizione al “Calcio sociale” del Bearzi assieme ad altri trenta ragazzi tra medie e superiori.
Si gioca a calcio come si faceva una volta nel cortile della parrocchia, senza alcuno sfondo agonistico o con punti in palio.
«Da una parte – ha spiegato Vicario sempre alla Domenica Sportiva – il calcio aiuta le persone che soffrono a distrarsi e a staccare dai problemi quotidiani della vita.
Per chi come me lo pratica come professione ti dà la possibilità di cercare di aiutare chi soffre, di ricordare sempre che alla base di tutto c’è sempre l’amore per la famiglia».
Già, anche in queste situazioni bisogna saper trovare il giusto equilibrio, quello che Vicario sembra aver trovato con il passare degli anni (il 7 ottobre ne farà 27) e che gli ha permesso di arrivare in Nazionale e di essere considerato più di Meret l’alternativa a Donnarumma.
«Io non sono qui per mettere in difficoltà nessuno, meno che mai il ct. Dobbiamo semplicemente remare tutti nella stessa direzione, io sono qui per imparare e dare il massimo in allenamento, poi c’è un allenatore che farà le sue scelte. Donnarumma è un grandissimo portiere dal quale c’è tanto da imparare».
Quella con l’Ucraina è quasi una partita da dentro o fuori: «Sappiamo di aver lasciato in Macedonia due punti importanti – ha aggiunto Vicario –, il gruppo è cosciente del percorso che c’è da fare».
Anche perché, come ha sottolineato Spalletti indossando quella maglia rappresenti tutti: «La divisa azzurra è la massima aspirazione per uno sportivo, qualsiasi sia la sua disciplina, la maglia del club si può cambiare, quella dell’Italia ce l’hai sempre addosso».
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