Basket, l’Old Wild West adesso perde anche in casa
Al Carnera vince Torino con merito: la truppa diu Finetti rimonta ma si scioglie sul più bello. E ai play-off mancano solo 20 giorni

Perde in volata con Torino al Carnera Udine, perde 75-64 e dimostra ancora una volta, se ce ne fosse biosgno, di non essere una squadra convincente, anche sul piano del gioco, quando ai play-off mancano solo venti giorni. Ce la farà ad esserlo con l’innesto di un americano ma un gioco non ancora idoneo la banda del giovin Finetti?
I dubbi sono tanti, ma il basket è strano e metamorfosi di primavera non vanno escluse a priori. Il problema è che se vacilla anche il fortino del Carnera, con coach Ciani che vince il confronto diretto col collega senza il pivot titolare, dopo che in trasferta i punti non arrivano ….
Sempre senza Gaspardo, il coach udinese utilizza Monaldi sesto uomo, Palumbo fa il play, poi Briscoe, Gentile, Esposito e Cusin da sotto. Quando Briscoe sbaglia il primo tiro libero il Carnera fa “oh, oh” memore della partita di Milano, mentre Torino con Jackson, subito tre falli, Pepe e De Vico fa capire che sarà dura. C’è un’azione in particolare, che si chiude con la comoda tripla dell’ex Varese, che mette paura.
Perché la banda di Ciani, senza il pivot Guariglia infortunato. Gioca di squadra che è un piacere mandando due volte a schiacciare Jackson. E difende, cosa che l’Apu, come spesso accade, all’inizio fa poco. Sbagliando pure troppi tiri da sotto. Un po’ con le penetrazioni del suo unico americano o con una tripla in transizione di Nobile l’Apu si tiene in scia.
Primo quarto: 15-16 con Gentile, malmenato dai sabaudi, che comincia a chiedere spiegazioni agli arbitri. Tripla di Antonutti, primo sorpasso Udine (18-16), anche se i lunghi che però continuano a sbagliare caterve di tiri da sotto. Una partita i tiri liberi, l’altra le triple, un’altra i tiri da sotto: l’Apu non riesce a trovare la parolina magica della continuità. Il bonus raggiunto nemmeno a metà quarto dà una grande mano agli ospiti. Magata di Pepe, difesa Apu immobile, altro campanello d’allarme. Suona una sirena, non quella delle triple, d’allarme quando Esposito si mangia l’ennesimo canestro da sotto e Briscoe alterna errori a cose geniali. I tiri liberi, poi, restano una spina (per Gentile e Briscoe) e Torino, con merito, conduce a metà partita 33-27.
Pure Monaldi ha le polveri bagnate e si parte dai non edificanti 30% al tiro dal campo e 33% dalla lunetta. Eppure, nella mente di ciascuno dei tremila del Carnera (riflettete, sono tanti), ci sono sempre quelle fiammate di cui questa squadra è capace. In fondo, sei punti nel basket non son nulla. Cusin, ancora lui a 38 primavere, accende la fiamma. Gentile si prende in mano la squadra, Esposito gli va dietro e Udine fa vedere la faccia bella di sé: ri-sorpasso, 42-40 a metà terzo quarto.
Torna l’equilibrio. Ma Torino è troppo quadrata per beccarsi una spallata e Udine sbaglia troppo al tiro per darla. Fine terzo quarto: 48-47 Apu. La truppa di Ciani non molla, vincere al Carnera avvicinerebbe al primo posto nel girone. Gentile, però, comincia a mettere canestri dei suoi, quei tiretti da tre-quattro metri spina nel fianco per le difese. Con Pepe preso dai crampi a Ciani, che ruota solo 7 giocatori, manca ossigeno, ma a 6’ dalla fine è ancora parità (60-60).
Anche se Pellegrino finalmente fa valere la sua stazza con tre stoppate acclamate come se al palazzo fosse apparsa la Vergine. “Udine, Udine”, canta la gente. Si va punto a punto. Decideranno i dettagli. Penetra e scarica per il tiro da tre: solito copione, triple di Jackson e di Pepe. Briscoe risponde, ancora parità a 3’ dalla fine. Monaldi prova a fare il primo canestro da tre: nulla. Poi tira fuori un canestrone da leader vero prima che Pepe faccia altrettanto ma da tre punti. Esposito non replica e la banda di Ciani si va a prendere i due punti pesantissimi con una schiacciata volante da urlo di Jackson.
Il sigillo di una vittoria meritata. Lo speaker mette la musichetta della famiglia Addams. Risparmiateci almeno quella va.
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