Udinese, che "frittata" contro il Genoa: si fa rimontare due reti e getta al vento tre punti d'oro

Per il modo in cui è maturato, il risultato ha le sembianze di una beffa incredibile per i bianconeri cui non bastano due gol di vantaggio
Udine 5 luglio 2020 Seie a Udinese vs Genoa ©Foto Petrussi
Udine 5 luglio 2020 Seie a Udinese vs Genoa ©Foto Petrussi

UDINE. Come divorarsi una fetta di salvezza in poco più di un quarto d’ora. Manuale in due volumi, edizioni Udinese, lingua italiana, ma pure polacca perché quello che ha combinato Lukasz Teodorczyk nel finale dello scontro diretto con il Genoa merita di varcare pure le frontiere, una sorta di Gagliardini in salsa friulana per come non è riuscito neppure a calciare un pallone che gli “ballonzolava” davanti, il pallone del possibile 3-1.

L’importante era non perdere, si dirà, ma dopo aver assaporato i tre punti, dopo aver capito che una vittoria avrebbe proiettato la Zebretta verso la salvezza virtuale, ritrovarla con 7 lunghezze di vantaggio sulla terzultima, il Lecce, e con il Genoa sempre a -5, ha il gusto della sconfitta.

Insomma, gli ultimi 17 minuti (più recupero, altri cinque giri di lancette) hanno cambiato faccia alla possibile classifica e ai giudizi, una bilancia che pendeva a favore dei bianconero. C’era sono l’imbarazzo della scelta. Si poteva eleggere Fofana (gol e assist) hombre del partido, si poteva parlare del peso specifico di Don Rodrigo in una squadra che Gotti ha piano piano risistemato negli equilibri.

Si poteva incensare Lasagna, quattro gol nelle ultime tre partite, invece bisogna per forza di cose cominciare da San Juan per raccontare questa Udinese. E non ci riferiamo alla capitale di Porto Rico, adagiata sull’orlo delle correnti dell’Atlantico occidentale, così come Musso, il “nostro” Juan, diventa lo scoglio che argina la prima onda rossoblù.

Cosa sarebbe successo se Iago Falque avesse segnato la punizione respinta dalle manone di San Nicolas de los Arroyos? Si sarebbero subito complicate le sorti di questo scontro salvezza?

Togliete pure l’ultimo punto di domanda. Nel quadro di una partita che nel primo tempo aveva partorito, complessivamente, tre tiri in porta per 44 minuti, è sicuramente così.

Squadre bloccate, a specchio, con due 3-5-2 che si concedevano pochi lussi, essenzialmente due esterni mancini capaci di accompagnare la manovra, Sema e Cassata, che però alla fine dei conti sono costretti a curare la fase difensiva.

Una partita per i denti dell’ex Nicola, tecnico che ama l’uomo contro uomo e la ripartenza. Peccato che sotto questo profilo l’Udinese abbia vinto il duello per almeno un’ora e sicuramente per tutto il primo tempo, proprio per quel paio di minuti che non abbiamo inserito nel computo delle occasioni, per quel colpo di testa di Fofana che rompe l’equilibrio su traversone di De Paul, permettendo ai bianconeri di sfondare sul fronte destro, quello che, al di là delle cosiddette palle-gol, è quello che ha scricchiolato di più in casa Genoa.

A quel punto, nell’intervallo Nicola ha cercato di girare la frittata inserendo un punta, Pinamonti, per l’ex Behrami: il modo per giocare con un trequartista, Iago, alle spalle di un tandem offensivo.

Una mossa che non ha sortito effetti, tanto che l’Udinese, decisamente più sciolta, ha più volte messo alla frusta la difesa del Grifone, grazie a un Sema che nella ripresa è riuscito finalmente ad avanzare il proprio raggio d’azione. Il raddoppio tuttavia arriva su un’iniziativa di De Paul e un assist di Fofana per Lasagna.

Sembra il colpo da ko, ma Nicola inserisce con gli ultimi tre cambi Pandev, Favilli e addirittura Destro per ribaltare le sorti dell’incontro. Così riesce a trovare il gol con “nonno Goran”, mentre l’Udinese spreca l’impossibile sul fronte d’attacco.

E continua a farlo anche quando Bomber Teo entra al posto di Lasagna, in particolare con l’azione che Goldaniga riesce a disinnescare sfruttando la lentezza esasperante del polacco sotto porta. Ma anche Okaka con un paio di contropiede divorati non fa meglio. E la ciliegina la mette un altro dei cambi di Gotti, Zeegelaar entrato al posto di Sema.

È lui che allunga il piede destro in tackle su Biraschi, in area, un contrasto sul quale l’arbitro Orsato sorvola, richiamato poi dal Var Nasca. Fallo da rigore. Pinamonti batte, San Juan (Musso) para ma la beatitudine, la salvezza deve attendere: sul rimbalzo l’Udinese dorme e il il giovane genoano pareggia. Che beffa.

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