Lignano pronta a festeggiare la mamma d’oro

LIGNANO. Tanta Giamaica, ma anche tanta Lignano ai Mondiali di Doha. Merito di un anello di congiunzione speciale come la sempre più leggendaria Shelly Ann Fraser, ancora una volta regina della velocità (10”71 nei 100), certo, ma stavolta anche di due nuovi “testimoni” della località balnerare friulana quali Tajay Gayle, oro nel salto in lungo (8,69 metri), Janieve Russell e Nathon Allen, argento nella 4x400 mista. Tutti atleti di quel team giamaicano che, ormai dal lontano 2006, cura e affina la preparazione sulla pista dello stadio Teghil di Lignano.
Decima medaglia mondiale (ottava d’oro) per la bicampionessa olimpica della velocità Shelly-Ann Fraser, prima sul rettilineo del Kahlifa Stadium in 10”71, miglior prestazione mondiale dell’anno e nuovo personale, dopo il 10”73 stabilito a inizio giugno ai campionati nazionali. La freccia giamaicana, 33 anni il prossimo 27 dicembre, ribadisce con forza di che stoffa è fatta al primo appuntamento importante al rientro in gara dopo la maternità, condividendo il titolo in pista con il figlio Zyon.
Tra i grandi tifosi di Shelly Ann Fraser c’era (fisicamente) il suo albergatore di fiducia, Marco Vaccari. Marco gestisce l’hotel Fra i Pini di Pineta, dal 2006 la seconda casa della nazionale giamaicana di atletica, la sede del ritiro, in particolare, degli atleti del’Mvp Track and field.
I campioni caraibici lo chiamano Marco, mentre il padre, Pierantonio Vaccari, è per tutti il Papi, figura ormai mitologica. Marco Vaccari stavolta ha rotto gli indugi e ha seguito i suoi “clienti” nella capitale del Qatar. Regalandoci un’anticipazione: «Dopo il successo nei 100 metri piani non disputerà i 200 metri».
Un dispiacere per i tifosi lignanesi, anche loro sorpresi dalla velocità espressa dalla “regina”. Tutti tranne uno: «Sì, me l’aspettavo. Ha lavorato moltissimo quest’estate a Lignano. È una grande professionista, ha la sua famiglia al seguito e già nella prima batteria e in semifinale si notava che si era tenuta un certo margine: si vedeva che aveva nelle gambe, e nella testa, un gran tempo».
Veloce e serena: merito anche della nascita del primogenito Zyon secondo Marco Vaccari: «Per lei è anche un impegno in più, l’essere mamma viene ovviamente prima di tutto, ma è evidente che in termini di risultati non le ha tolto nulla».
Un’amicizia, quella tra Marco e Shelly Ann, che va oltre la pista e il rapporto tra «albergatore di fiducia» (sorride Vaccari) e ospite. «Stavolta ha festeggiato come si deve, ha tirato tardi. È andata a dormire alle 3. Dopo conferenza stampa e antidoping è corsa dal marito e dal figlio che l’attendevamo in hotel».
Uno strappo alla regola per chi, come la “donna jet”, «in 13 anni non ha mai cambiato stile di vita. A Lignano è rigorosa: si allena tantissimo».
Quella Lignano dove, finiti i Mondiali, la stella giamaicana tornerà, ma «solo per poche ore. Poi ripartirà con il gruppo, destinazione Giamaica, per ricevere il meritato abbraccio della sua gente. Godiamocela adesso perché, a suo dire, ha intenzione di smettere. Le Olimpiadi sono l’ultimo evento della sua straordinaria carriera. Poi si ritirerà».
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