Udinese, la sfida alla Juventus: quando l’impossibile è diventato possibile

UDINE. Nothing is impossible. Niente è impossibile. Lo slogan calza a pennello bene per l’Udinese alla vigilia di questa sfida con la Juventus.
D’accordo, i campioni d’Italia sono reduci da tre prestazioni non luccicanti, ma restano pur sempre la squadra migliore d’Italia che, proprio perchè ha lasciato di recente qualche punticino per strada, si presenterà allo stadio Friuli ancor più feroce.
E l’Udinese, beh, finora ha dimostrato pochino come confermano i sei punti in classifica. Le partite, però, come dicono quelli che in campo ci sono stati per anni (da Simone Pepe ad Abel Balbo, che parla della sfida nella pagina precedente), bisogna giocarle e non sempre vince il più forte.
Riavvolgendo il nastro della memoria siamo andati a scovare alcune partite alla vigilia segnate e che poi hanno avuto un esito diverso sul terreno di gioco.
Il primo esempio? L’Udinese neopromossa della stagione 1989-90 riuscì a fermare la Vecchia Signora allenata da Zoff che alla fine di quella stagione avrebbe conquistato la Coppa Italia e la Coppa Uefa.
Zavarov e Fortunato sembravano aver ipotecato la vittoria juventina, ma con un rush finale da applausi l’Udinese riuscì a strappare il pareggio con i gol di Alessandro Orlando e Branca.
Restando in tema di remuntada, risultato in fotocopia uscì sulla ruota del Friuli l’8 novembre del 1998. I tifosi della Juve ricordano quella data soprattutto per il grave infortunio al ginocchio di Alessandro Del Piero, quelli friulani per il gol all’ultimo minuto di recupero del Pampa Sosa. La prima rete italiana dell’argentino fu quella del definitivo 2-2.

Zidane e Inzaghi avevano allungato per Madama, le speranze udinesi erano state riaccese da Bachini.
Una data che i calciofili udinesi ricorderanno a lungo è quella del 5 novembre 1995. Il motivo? L’Udinese batte in casa la Juve dopo 33 anni 1-0 con gol di Bierhoff.
Quella era la Juventus campione d’Italia di Lippi, del tridente Del Piero-Vialli-Ravanelli che a fine stagione avrebbe vinto la Champions all’Olimpico di Roma contro l’Ajax. Gara molto tattica decisa in mischia a un quarto d’ora dalla fine da un tocco sottomisura del tedesco.

L’Udinese della stagione 2008-2009 era una signora squadra. Quando ospitò la Juve a fine gennaio, però, era reduce da tredici partite consecutive senza vittorie. I tre punti arrivarono contro la Juve di Ranieri allora non squadra top, ma al momento comunque seconda in classifica. L’incantesimo lo spezzarono i gol di Quagliarella e Di Natale.

Inutile il gol su rigore di Iaquinta.
Detto che in Friuli la Juve non perde dal 2010 (3-0), sono da considerarsi imprese gli ultimi due pareggi: il 1º febbraio del 2015 finì 0-0. Partita tatticamente perfetta dei padroni di casa, studiata nei minimi particolari da Stramaccioni. Il giocatore chiave fu Allan che di fatto marcò a uomo Pogba annullandolo.

Da ricordare anche l’1-1 dello scorso 5 marzo. La Juve di Allegri, dopo aver perso a Firenze, aveva vinto la successive sette gare. A imporle il mezzo passo falso fu l’Udinese di Delneri. Botta di Zapata, risposta di Bonucci. Domani non ci sarà nessuno dei due.
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