Udinese, Kums e Matos sono già delle delusioni

UDINE. Tempo di ultimi esami. Tempo di prime pagelle. La stagione non è finita, ma già ci sono dei bocciati: Kums e Matos, ma non solo. Il calcio ha la memoria corta, si suol dire, in questo caso però non è che i due bianconeri in questione abbiano prodotto gesta memorabili in questa stagione, nonostante le attese, seppur partendo da presupposti diversi. Il primo è sbarcato in Friuli tra squilli di tromba, il secondo era stato l’acquisto “pesante” della sessione invernale 2016: circa tre milioni sborsati per un 23enne che però in un anno e mezzo in Friuli non è migliorato di una virgola.
Il belga. Difficile capire perché abbia fallito in bianconero. Arrivava da un’avventura nella Champions esaltante con il Gent, ma qui non ha messo in mostra nè intensità fisica, nè sapienza tattica nelle 29 apparizioni con l’Udinese – mica un paio – durante le quali ha prodotto un assist di numero, su calcio d’angolo, quando ha fatto partire il corner dalla destra sul quale Perica ha accorciato le distanze.
Poco, troppo poco. Piazzato al centro della mediana, ha prima fatto vedere di non avere la struttura e la cattiveria per recitare il ruolo davanti alla difesa; poi, da mezz’ala sinistra, ha dimostrato di non possedere quella gamba che è una caratteristica chiave per giostrare da intermedio (come ha fatto capire Jakto, per esempio). Morale della favola, è finito via via nelle retrovie per essere ripescato solo in caso di necessità. A Crotone, l’ultima volta, dove ha firmato un compitino davvero scoraggiante per un giocatore internazionale di 29 anni. Kums tornerà nella disponibilità del Watford tra qualche settimana, Watford che l’aveva spedito in Italia con la formula del prestito. Senza rimpianti. Non è adatto al calcio della serie A.
Il brasiliano. Il campanello d’allarme si era fatto sentire già al momento dell’acquisto. Partendo da una semplice considerazione: possibile che un attaccante segni così poco? Fino a oggi Matos ha giocato 94 nel calcio professionistico tra Italia, Spagna e Brasile, segnando 9 gol. All’Udinese non ha fatto che confermare questo ruolino. Trenta “gettoni”, un assist in due campionati. Un questo ha visto il campo per 45’ minuti in 18 gare. Eppure sarebbe bastato poco per conquistare più spazio, visto che Delneri cercava giocatori di gamba per le fasce. Il problema è che Matos non è un attaccante per lo scarso feeling col gol e non sa sacrificarsi sulla fascia. Bocciato.
Gli altri. Ma a 180 minuti dal sipario si può dire che anche Heurtuax e Badu hanno “floppato”. Il francese doveva risalire la corrente dopo un anno ricco di infortuni, ma è partito con il piede sbagliato, di nuovo bersagliato dalla sfortuna. Una volta ristabilito è rimasto però nell’ombra, quasi assente: ha bisogno di aria diversa per rilanciarsi. Badu invece non è riuscito a conquistare i galloni del titolare neppure quest’anno, sorpassato prima da Hallfredsson e poi (soprattutto) da Fofana. Il fatto che stavolta non sia riuscito a segnare neanche un gol non è un caso, insomma. Perciò pare al capolinea friulano.
I rimandati. Evagenlista (pochi spezzoni) e il cavallo di ritorno Gabriel Silva (con Samir infortunato doveva “mangiare” l’erba), ma anche Ali Adnan. Ha forza fisica e poca umiltà. Altrimenti a gennaio sarebbe andato a fare sei mesi di prestito in B per ritornare più completo. Ma è questo il suo limite. L’ego smisurato.
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