Quando c’è Angella l’Udinese non perde

UDINE. «La difesa? Adesso abbiamo un altro fattore importante. Il fattore Angella. Con lui in campo l’Udinese ha sempre fatto punti».
Gigi Delneri non potrebbe essere un navigato nocchiere senza dare il giusto peso alla scaramanzia che nel mondo del calcio ha il suo spazio, non solo tra i tifosi. C’è chi entra in campo utilizzando sempre lo stesso piede, chi non ama certi colori – ricordate Guidolin e le reazioni davanti ai “drappi” viola? –, chi nota la presenza di determinati giocatori durante i periodi fortunati o le famose “strisce vincenti”.
Ecco, Gabriele Angella adesso viene considerato una sorta di talismano dell’Udinese, visto che con lui in campo i bianconeri, nella gestione Delneri, non hanno mai perso. E il tecnico di Aquileia l’ha fatto notare anche in conferenza stampa. Perché se hai uno che gioca bene, si applica e porta pure... Allora tutto fila per il verso giusto sulla strada che porta al “botto”. Il piccolo botto, come l’ha definito lo stesso Delneri parlando delle ultime sei giornate di questo campionato.
Ruolino. Ma torniamo al talismano. Angella ha collezionato nove presenze con Gigi in panchina. E in queste nove gare l’Udinese non ha mai perso, raccogliendo tra l’altro una valanga di punti. 23 sui 43 attualmente in classifica non sono pochi: insomma, nelle altre 24 giornate, senza il difensore toscano, i bianconeri hanno messo insieme venti punti.
Un conteggio che fa sorridere, visto che solo uno stolto legherebbe il bottino conquistato alla sola presenza di un giocatore. Anche perché nelle sette giornate della gestione Iachini, a inizio stagione, Angella raccolse comunque un paio di gettoni e pure una sconfitta, seppure da riserva, nei 38 minuti in campo nella giornata d’esordio all’Olimpico (Roma-Udinese 4-0).
L’altro (gettone) è invece fortunato anche se si trattò di un cambio tattico all’89’ per conservare il gol di vantaggio a San Siro, sponda Milan, quando l’Udinese confezionò l’unica impresa con Beppe al timone.
Crescita. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. E sono trascorse ore e ore di esercitazioni al Bruseschi per sistemare la difesa e ridare solidità al pacchetto arretrato bianconero, sempre con una “linea a quattro”.
E se la scoperta di Samir a sinistra è stata la mossa da maestro di Delneri, se l’accoppiata Danilo-Felipe ha contribuito ad alimentare la fiducia nella crescita dell’Udinese, l’impiego part time di Angella, da centrale ma anche a destra (quando l’Udinese ha avuto Widmer e Faraoni fuori) è la testimonianza della caparbietà di questo difensore di scuola Empoli che questo venerdì, il 28 aprile, compirà 28 anni.
Prospettive. Visti i presupporti, dunque, Angella potrebbe essere davvero una delle pedine dello “zoccolo duro” dello spogliatoio sul quale Pozzo cercherà di ricostrure un gruppo capace di gicoare per l’Europa. Quella Europa che Gabriele conquistò con Guidolin nel 2013, a 24 anni, salvo poi decidere di trasferirsi in Inghilterra per maturare e cercare spazio: al Watford, al Qpr. Sempre nella B d’oltremanica, con alterne fortune. Ora è tornato qui. Ed ha anche i “galloni” del talismano.
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