Udinese, i dieci anni dell’impero di Totò Di Natale

Classifiche cannonieri, qualificazioni europee: la squadra bianconera è stata soprattutto lui

UDINE. Il 7 dicembre del 2005 l’Udinese vede spegnersi il sogno di approdare agli ottavi di Champions League. Lo 0-2 con il Barcellona fa prendere una bruttissima piega alla stagione e a febbraio, dopo il ko casalingo con la Reggina, Pozzo esonera Serse Cosmi e opta per una soluzione insolita: affida la squadra a Nestor Sensini, che per problemi al ginocchio aveva deciso di appendere le scarpette al chiodo, e gli affianca Loris Dominissini.

L’argentino può andare in panchina per le gare europee, non per quelle di campionato. Un problema che limiterà il suo lavoro. Nestor in sei partite raccoglierà appena due punti. Dopo il 4-0 casalingo con il Milan, viene esonerato e al suo posto arriva Giovanni Galeone che con tredici punti in otto gare condurrà la barca in acque sicure.

Nell’estate del 2006 l’Italia si laurea campione del Mondo in Germania e tra i 23 azzurri c’è anche Vincenzo Iaquinta. Il giocatore vorrebbe cambiare aria, nascono delle incomprensioni con la tifoseria. Alla fine tutto si appiana ma la stagione dell’Udinese sarà comunque sofferta.

Galeone viene mandato via al termine del girone d’andata e al suo posto arriva Malesani. I bianconeri chiudono a quota 46 con un onorevole decimo posto, Di Natale per la prima volta nella sua carriera va in doppia cifra (11 reti). È lì che comincerà l’impero bianconero del capitano. Sarà lungo dieci anni

Vanno via molti senatori: Iaquinta, De Sanctis, Natali, Muntari, arrivano Pepe, Floro Flores, Quagliarella, D’Agostino, Inler, il giovanissimo Candreva, in porta si punta sullo sloveno Handanovic. Diventerà una squadra importante, qualcuno sostiene la migliore di sempre a livello di talento della gestione Pozzo.

In panchina viene scelto Pasquale Marino, ex Catania. Propone un calcio offensivo, spumeggiante. L’esordio a San Siro con l’Inter è benaugurante (1-1 con rete friulana nel recupero), poi la seconda giornata coincide con il ko casalingo più pesante (0-5 contro il neopromosso Napoli di Reja).

Dopo la sosta l’Udinese è attesa a Torino dalla Juve: vincerà 1-0 grazie al gol di Di Natale. Sarà l’inizio di una splendida cavalcata. L’Udinese sbancherà anche Firenze e alla fine conquistareà un posto in Europa.

L’estate successiva arriva dal Cile un ragazzo di nome Alexis Sanchez. L’Udinese farà fatica in campionato (per tredici gare di fila tra dicembre e gennaio non arriveranno vittorie) ma farà strada in Europa. Borussia Dortmund, Tottenham, Zenit: sono di prestigio gli avversari fatti fuori dai friulani.

Nei quarti c’è il Werder Brema che l’Udinese deve affrontare senza Di Natale che termina la stagione a marzo per un infortunio al ginocchio. L’andata in Germania finisce 3-1, nel ritorno dopo 45’ l’Udinese ha già ristabilito la parità.

La semifinale sembra possibile, poi i tedeschi prendono il sopravvento. La terza stagione di Marino è un continuo sali e scendi. A dicembre il tecnico viene esonerato; gli subentra De Biasi che dura fino a metà febbraio. Marino guida la nave in porto grazie a Di Natale che vince la classifica cannonieri con 29 gol.

Nell’estate del 2010 sulla panchina ritorna Francesco Guidolin che costruirà una piccola macchina da guerra. A metà agosto Di Natale sembra destinato alla Juve, poi Totò opta per il grande rifiuto. Sarà la fortuna sua e del club. In quattro stagioni l’Udinese conquisterà 240 punti.

Due qualificazioni al preliminare di Champions, una in Europa League. Di Natale-Sanchez diventano la coppia d’attacco migliore del campionato (39 gol, 28 Totò, 11 il Niño). Sotto la regia di Guidolin arrivano tre splendide cavalcate macchiate da un paio di grandi delusioni europee (su tutte quella con il Braga nel preliminare Champions).

Nel 2014 il Guido lascia: il ballottaggio tra Delneri e Stramaccioni lo vince il tecnico romano. Buon girone d’andata, brutto ritorno e conferma negata. Si sceglie un tecnico esperto come Colantuono, ma il risultato non cambia, anzi.

A marzo si decide di puntare su De Canio per arrivare alla salvezza. Arriva, con qualche patema di troppo, ma arriva. L’ultima gara con il Carpi è anche l’ultima di Totò Di Natale, inarrivabile per numeri nella storia bianconera. In estate la panchina viene affidata a Iachini. Dura sette partite, poi ecco Delneri. Siamo ai giorni nostri con una storia ancora tutta da scrivere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:udinese calcio

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto