Galeone: «Udinese, contro il Pescara ti giochi presente e futuro»

L'allenatore friulano presenta lo spareggio salvezza in programma domenica a mezzogiorno al Friuli. «I bianconeri devono vincere, per togliersi pressione in vista di Palermo e Torino»

UDINE. «Domenica c’è Udinese-Pescara? Allora devo chiamare il presidente Sebastiani per farmi dare un biglietto. Pozzo non mi invita mai...». Giovanni Galeone è sempre pepato nei suoi commenti.

«A dire il vero – aggiunge – ho litigato anche con il presidente abruzzese». Incorreggibile.

Udinese-Pescara, però, più di ogni altra è la sua partita. Nato a Napoli, Galeone ha scelto di vivere in Friuli e nell’Udinese è stato sia giocatore che allenatore. A Pescara ha vissuto i momenti più esaltanti in panchina.

Mister, Udinese punti sette, Pescara pure. É una classifica veritiera?

«Il Pescara li ha grazie alla vittoria a tavolino sul Sassuolo. Per il gioco espresso, però, qualcosa in più meritava. Penso alla gara con l’Inter e anche alla stessa col Sassuolo. Quindi i 7 punti ci stanno. Quanto all’Udinese l’ho seguita meno, anche perchè non catturava l’occhio, anzi, diciamo pure che era improponibile».

Lei nelle ultime stagioni ha spesso criticato l’Udinese a inizio stagione. Poi la classifica le ha dato ragione. Quest’anno come la vede?

«È presto per giudicare ma sulla carta ci sono parecchie squadre sulla carta più deboli: il Crotone, l’Empoli, il Palermo e lo stesso Pescara hanno qualcosa in meno. E anche il Cagliari, nonostante sia partito bene, tecnicamente non è superiore».

Delneri a Torino ha lanciato Fofana e Jankto. Le piacciono i due ragazzotti?

«Sì, specialmente Fofana. Come mai Iachini non lo faceva giocare? Per quello che ho visto il ragazzo ha qualità, fisicità e personalità. E mi piace anche De Paul. Secondo me dovrebbe fare l’esterno, ma a sinistra».

Il calendario dell’Udinese dice: Pescara, Palermo, Torino in otto giorni...

«La gara chiave è la prima. Se vinci quella puoi pensare di fare bene anche nelle successive, altrimenti è dura. Servono almeno cinque punti per non restare impantanati là sotto, se poi arriveranno due vittorie meglio».

L’Udinese negli ultimi anni ha sempre fallito gli scontri diretti.

«Se è un problema di sottovalutazione degli avversari sono dolori. L’Udinese non pensi che con il Pescara avrà vita facile, quella abruzzese è una squadra che gioca. L’unico suo problema è che è scarsa in difesa sia a livello individuale che di reparto. Il Pescara prende sempre gol, ma dalla metacampo in avanti ha giocatori molto bravi».

Quale le piace di più?

«Memushaj, il centrocampista albanese ha grande personalità».

Lei nell’Udinese ha fatto il calciatore e l’allenatore. Ma è con il Pescara che ha ottenuto i risultati migliori. Partiamo dal triennio ’86-’89.

«Vincemmo il campionato a mani basse, l’anno dopo in A prendemmo Junior e Sliskovic, due grandi. Facevamo un gran bel calcio».

Il suo Pescara più bello?

«Quello della promozione nella stagione ’91-’92. Tecnicamente era una delizia: Massara, Allegri, Bivi: era un piacere per gli occhi vederci».

La terza e ultima parentesi non è stata felice, vero?

«Una storia di promesse non mantenute. Me ne andai e al mio posto arrivò Delio Rossi. Poi fui richiamato, ma sbaglia ad accettare. La squadra della stagione precedente era stata smantellata ed erano stati acquistati giocatori non all’altezza. Fossero rimasti quelli dell’anno prima saremmo saliti in A».

Galeone, Zeman e adesso Oddo. A Pescara si vive e si vince con 4-4-3. Un caso?

«Non lo so. Oddo, però, fa un 4-3-3 diverso dal mio e soprattutto da quello di Zeman che faceva verticalizzare subito le punte. Il Pescara di adesso punta anche un po’ sul possesso».

A Udine, fino a questa stagione il punto fisso era la difesa a tre.

«Io fui mandato via per questo motivo. Gino Pozzo e Vagheggi si erano impuntati su ’sta cosa, ma io a tre non ho mai giocato. Delneri gioca a quattro, credo che Gigi abbia il carisma e la forza contrattuale per imporre le sue idee».

Le è piaciuta la sua prima Udinese contro la Juve?

«Si è vista una squadra messa bene in campo, che aveva una sua logica. Una buona base di partenza. Auguro a Delneri di fare bene. Da friulano ci terrà moltissimo, come ci tenevo io che mi sento comunque friulano anche se non sono nato qui».

Delneri, la Juve ha già vinto il campionato?

«Secondo me sì, non c’era storia ancora prima che cominciasse. La Juventus è troppo superiore alle altre».

La squadra che gioca meglio?

«Era il Napoli, adesso non più. Oggi dico Roma».

Cosa ci dice della biografia di Icardi che ha creato tutto questo pandemonio all’Inter?

«Mi chiedo come un ragazzo di 23 anni possa scrivere un libro sulla sua vita. Io non ne ho mai visto nessuno. Come se non bastasse ha scritto delle cretinate. Al di là delle dichiarazioni di facciata io credo che Icardi con l’Inter abbia chiuso.Secondo me a gennaio andrà via. Fossi nel Napoli andrei a prenderlo».

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