Udinese, De Canio gioca le carte per la riconferma

Ha la media punti più alta tra gli allenatori delle ultime tre stagioni, ha quattro gare per migliorarla e battere in volata Pioli e Maran
Genova 10 APRILE 2016. Serie A Sampdoria-Udinese © Petrussi Foto Press
Genova 10 APRILE 2016. Serie A Sampdoria-Udinese © Petrussi Foto Press

UDINE. «Siete voi che non mi tenere mai in considerazione per il futuro». Gigi De Canio sale meritatamente sul carro dei vincitori dopo aver steso la Fiorentina e dalla scarpa si toglie i sassolini che disturbano l’andatura salvezza: l’esclusione e il possibile rientro in extremis del capitano («È lui che ha chiuso la porta»), le chances di una rinnovo di contratto con l’Udinese: «Vedo che il mio nome non compare mai tra quelli che si fanno per la panchina bianconera, eppure mi sembra un allenatore questa squadra ce l’ha già».

A dire il vero, l’allenatore lucano è sempre comparso nella lista dei papabili, anche se il fatto che sia stato ingaggiato con l’etichetta del “traghettatore” non l’ha mai spinto in pole position in quello che sarà il gp della prossima estate, il gran premio per la panchina bianconera.

Là, come il Lewis Hamilton dei tempi migliori c’è Stefano Pioli, in uscita dalla Lazio con la quale ha un contratto fino al 30 giugno del prossimo anno, ma che l’ha silurato per fare posto a Simone Inzaghi.

Adesso De Canio sta cercando di vestire i panni di Nico Rosberg: lo aiutano i successi ottenuti e le prospettive. Ha davanti ancora quattro partite (Inter, Torino, Atalanta e Carpi) per convincere Gino Pozzo che vale la pena concedergli un’occasione in virtù dei risultati ottenuti, un’occasione che spazzerebbe le voci sugli altri candidati, Pioli ma anche Rolando Maran, il tecnico che sta facendo faville con il Chievo e che la scorsa domenica ha constretto al pareggio proprio l’Udinese.

Una “ics” che i bianconeri hanno cancellato con il successo sulla Viola, una vittoria salvezza ottenuta con carattere e un’autorità esibita soprattutto nella ripresa.

Con questa, De Canio si è già messo in tasca 8 punti nelle sue prime cinque partite, un dato che, proiettato su tutto il campionato (anche perché le avversarie, tra Sassuolo, Napoli, Sampdoria, Chievo e Fiorentina, non sono tutte da “bassifondi” della classifica di serie A), ci dice che ora l’Udinese marcia a un ritmo da 60 punti a stagione.

D’accordo, i “parziali” devono essere presi con le molle nel calcio, ma 1,6 punti a partita sono lo specchio di una sterzata che l’allenatore lucano è riuscito imprimere all’Udinese, in modo netto.

Nelle ultime tre stagioni nessun collega è riuscito a viaggiare a questa velocità, neppure l’ultimo Guidolin (1,14 punti a gara), anche se bisogna ricordare che “mastro Francesco” negli altri tre precedenti campionati aveva davvero viaggiato al ritmo di 60 e oltre punti a stagione. Cosa che non era riuscita invece lo scorso anno a Stramaccioni (1,07) e tantomeno al Colantuono della prima parte di torneo (1,03). Ecco perché De Canio ha delle carte da giocare sul tavolo della riconferma.

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