Trost “regina” di Bolt al Golden Gala

PORDENONE. Vederla lì, al fianco di tale Usain Bolt, fa un certo effetto. Ma è il frutto della sua crescita, di quei famosi 2 metri, ed è per questo che Alessia Trost sarà una delle stelle del Golden Gala di Roma (in programma il 6 giugno).
La saltatrice in alto, infatti, è stata scelta come uno dei quattro volti della gara, intitolata da quest’anno a Pietro Mennea (gli altri due sono i triplisti Greco e Donato). A farle compagnia Marzia Caravelli, al via dei 100 ostacoli e grande protagonista della conferenza stampa di presentazione. Insomma, la tappa della Diamond League parla un po’ pordenonese.
Partenza. Il Golden Gala: un anno fa, lo vedeva in televisione, ora Alessia Trost sarà una delle osservate speciali. Basta guardare il promo del meeting. Lei, vestita da regina stile ‘800, al fianco di Fabrizio Donato, Gabriele Greco e, soprattutto del re Usain Bolt.
Non proprio atleti di secondo piano: la medaglia di bronzo nel triplo a Londra, l’ultimo campione europeo indoor di triplo, “soltanto” il primatista mondiale di 100 e 200. Avete capito? E’ l’effetto della nuova dimensione, di quel mondo nuovo dato dai 2 metri saltati al coperto, e delle varie prestazioni nei meeting europei.
«Attori per un giorno – aveva commentato sulla sua pagina Facebook –, stare seri è stato molto difficile». Già, lei preferisce gareggiare, e allora si dica che il Golden Gala sarà la gara d’esordio stagionale. Un inizio di livello, un salto in alto da “nomen omen”.
Perché, a Roma, Alessia avrà il primo, vero confronto con le big. Oltre alle russe Goordeva, Shkolina, già affrontate nella stagione indoor, ci saranno Ana Chicherova, la campionessa olimpica di Londra, Blanka Vlasic, tre volte campionessa mondiale, due che hanno saltato la parentesi al coperto. Insomma, esordio della stagione outdoor e debutto a un certo livello.
Agguerrita. Poi c’è Marzia Caravelli. Lei ha già iniziato la stagione, e anche bene, sfiorando il minimo per i mondiali Mosca. La continuerà al Terra Sarda del 1º giugno, ma non c’è dubbio che il Golden Gala sia la sua gara. L’ostacolista corre nella sua seconda casa (vive a Roma), e nel 2012 era scesa a 12’’96, suo secondo miglior crono di sempre.
«E’ stata un’emozione grandissima – spiega –: gareggiare al Golden Gala è una sensazione unica, soprattutto per me, che vedo i grandi stadi solo alle Olimpiadi o ai Mondiali. L’Olimpico è però speciale, perché ti fa sentire protagonista».
Chissà, se non stabilirà al Terra sarda il minimo per Mosca, lo potrà trovare a Roma, se non altro perché sarà stimolata dalla presenza di Borsi e Catteneo, cioè le sue due rivali azzurre. Una sana concorrenza, perché anche le altre due – sinora – non hanno trovato il pass.
Pensiero, questo, non di Alessia Trost, ma è un altro discorso. Per ora è bello vedere che il Golden Gala abbia un’impronta provinciale. Anche queste, sono emozioni.
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