Gli sprint di Pereyra per l’ultimo tango

La sua velocità decisiva nel duello argentino con Cambiasso nella partita contro l'Inter a San Siro
Argentinian midfielder of Udinese Roberto Maximiliano Pereyra (R) vies for the ball with Chilean forward of Cagliari Mauricio Pinilla (L) during the Italian serie A soccer match Cagliari-Udinese at Nereo Rocco stadium in Trieste, Italy, 27 April 2013. ANDREA LASORTE/ANSA
Argentinian midfielder of Udinese Roberto Maximiliano Pereyra (R) vies for the ball with Chilean forward of Cagliari Mauricio Pinilla (L) during the Italian serie A soccer match Cagliari-Udinese at Nereo Rocco stadium in Trieste, Italy, 27 April 2013. ANDREA LASORTE/ANSA

UDINE. Nell’ultimo tango a San Siro a decidere potrebbe essere una sfida tutta argentina, quella tra il nerazzurro Esteban Cambiasso e il bianconero Roberto max Pereyra. Dando un’occhiata ai probabili schieramenti delle due formazioni abbiamo individuato quattro confronti diretti fondamentali (Handanovic-Brkic, Pasa-Di Natale e Guarin-Allan gli altri) ma forse quello più importante dal punto di vista tattico è quello tra i due sudamericani importanti per le rispettive squadre ma con caratteristiche molto diverse tra loro.

Tango. Tutta argentina la sfida tra Cambiasso e Pereyra. Esperienza e acume tattico non fanno certo difetto al nerazzurro: Il dinamismo, però, non è più quello di una volta e lo si è visto anche nella gara d’andata quando, schierato da difensore centrale nella linea a tre, Cambiasso fu infilato da Di Natale e Muriel.

Domani sera l’ex madrilista dovrebbe gravitare nella zona di Pereyra, uno dei bianconeri più in forma: se Guarin non gli dà una mano, Cambiasso potrebbe soffrire le accelerazioni de El Tucumano, uno dei più incisivi in casa udinese nel girone di ritorno.

In porta. Handanovic ha salvato tante volte l’Inter in questa stagione. I tifosi bianconeri si augurano che Samir si “intenerisca” davanti ai suoi ex compagni: conoscendolo non sarà così. Nell’ultima partita con il Genoa l’Inter non ha subito gol e questa non è una bella notizia per Guidolin.

Una rete, invece, con l’Atalanta l’ha incassata l’Udinese complice anche l’incertezza di Brkic. Il portierone serbo ha avuto un rendimento alterno e ha commesso qualche errore specialmente nei tiri dalla liedia distanza (punizione di Lodi, Ilicic. Giorgi, tanto per citare qualche nome). E Guarin da fuori area non ha paura di tirare.

Fiuto. Sarà preziosa la presenza di Di Natale. La sua esperienza e il suo fiuto del gol possono risultare determinanti contro una coppia centrale giovane come quella composta da Pasa e Juan Jesus. Specialmente, il primo, classe ’94 e figlio d’arte dell’ex bianconero Daniele vice di Zico, potrebbe tremare davanti a un altro grande numero dieci dell’Udinese o davanti alle “sparate” di Luis Muriel.

Brasile-Colombia. Un altro duello tutto sudamericano che promette scintillle è quello tra Allan e Guarin. Il colombiano ha una forza fisica straripante, non sarà facile contenerlo.

Allan, crescito molto dal punto di vista tattico dovrà galleggiare tra lui e Alvares e avrà bisogno dei muscoli di Benatia, quando l’interista si muoverà sul centro sinistra, ma anche di Pinzi, quando Guarin si sposterà dalla parte opposta.

Un occhio di riguardo, poi, bisognerà averlo per Mateo Kovacic. É ancora giovanissima l’ex stella della Dinamo Zagabria ma è sembrato uno dei pochi acquisti nerazzurri a dimostrare personalità: dribbling, cambio di passo, capacità di “vedere” il gioco. Servirà una mediana stretta e compatta per contrastare le sue iniziative.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto